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Lamezia Terme - Entrano oggi nel vivo i festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola. Come da tradizione nella mattinata odierna si è tenuta la cerimonia e la traslazione delle chiavi della città alla statua di San Francesco nella chiesa Matrice, dove è stata celebrata la Santa Messa presieduta dal vescovo di Lamezia monsignor Giuseppe Schillaci presenti rappresentanti della Polizia Locale e dell'Arma dei Carabinieri.

I festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola, hanno risentito anche quest’anno delle restrizioni dovute al contenimento del coronavirus. È venuta quindi a mancare la tradizionale processione che dalla Chiesa Matrice muoveva per le vie di Sambiase accompagnato dalla folla di fedeli. Un momento, quello della consegna delle chiavi da parte commissario prefettizio Luigi Guerrieri alla sacra statua, contestualizzato come segno e preghiera di affidamento della città di Lamezia al Celeste Protettore della Calabria. 

Vescovo Schillaci: “Nostra società ha bisogno di mitezza e umiltà”

“Francesco da Paola è un uomo che ha risposto all’invito del Signore ad andare a Lui e ha imparato alla scuola di Gesù la mitezza e l’umiltà. La nostra società ha sempre più bisogno di umiltà e di mitezza, non ha bisogno di presunzione e arroganza. Il cristiano cerca di imparare tutto questo dal Signore e lo immette nella storia. È un dono straordinario avere nella nostra Diocesi i padri minimi, che ci ricordano che essere cristiani significa seguire la strada della piccolezza”. Così il vescovo Giuseppe Schillaci che ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica nella Chiesa Matrice di Sambiase nel giorno della festa patronale di S. Francesco di Paola. “Nell’ultimo anno – ha proseguito il vescovo – la pandemia ci ha dimostrato che non siamo onnipotenti. Come Francesco da Paola, andiamo anche noi al Signore e impariamo da Lui. La via più sublime che siamo chiamati a percorrere è quella della carità, perché nell’amore ci viene svelato il volto di Cristo. La missione della Chiesa nella storia è quella di immettere amore, di “amorizzare il mondo”. Invochiamo, per l’intercessione di S. Francesco, il desiderio di “amorizzare” le nostre comunità, i nostri quartieri, la nostra città”.

All’ inizio della celebrazione, durante la quale il commissario straordinario ha consegnato simbolicamente al Santo le chiavi della città, il correttore della comunità lametina dei padri minimi padre Giovanni Sposato ha invitato a pregare per le persone colpite dal virus nell’ultimo anno “e le vittime che ci sono state anche nel nostro territorio” invitando la comunità “a festeggiare, nonostante la paura e la stanchezza che ancora segnano le nostre vite. Festeggiare significa stare con Cristo che si prende cura di noi e ci chiama a prenderci cura degli altri. La pandemia ci ha ricordato quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri. Seguendo l’esempio di San Francesco, ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte”.

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