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Lamezia Terme - "Educazione, bene comune ed etica pubblica". Su questo tema si è svolto a Lamezia Terme, presso la sede regionale di Unioncamere, la giornata d'apertura degli incontri promossi dalla Fondazione per la Sussidiarietà e dalla Fondazione Italia Decide, nell'ambito delle iniziative della Scuola di formazione per il Bene comune. Con la presenza di ospiti importanti come la senatrice Anna Finocchiaro, più volte ministro e del vescovo di Lamezia, monsignor Giuseppe Schillaci che ha introdotto i lavori dopo il saluto di Tonino Saladino che ha brevemente illustrato l'obiettivo della Scuola di formazione che è quello di "tirare fuori una nuova classe dirigente. Non è - ha sottolineato Saladino - una scuola partitica e non vuole esserlo. È una Scuola per educare alla vita attiva, per far crescere una nuova classe dirigente. Questo Paese si deve riprendere e bisogna partire dall'educazione a valori importanti come il bene comune e la solidarietà".

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Quindi l'intervento appassionato di monsignor Schillaci che ha dato una grande lezione di vita. “Sono contento di essere qua - ha esordito ringraziando per l'invito - perché anche la Chiesa ha scommesso su questo tema. Educare alla vita buona. Ci si è reso conto - ha evidenziato Schillaci - che questo è importante. Soprattutto nell’ambito della Cosa pubblica". E poi un passaggio sulla realtà lametina e calabrese, all'indomani delle recenti elezioni comunali e regionali. "Il dato che mi ha colpito qui - riferendosi in particolare a Lamezia - è stato la scarsa partecipazione al voto. Lo dico perché noi da giovani, me compreso, siamo cresciuti con la voglia di partecipare. Per me era un dovere il voto". Sulla scorta di ciò, il Vescovo di Lamezia ha ricordato, come spesso accade in pubblico, la sua passione per i cantautori. Citando Gaber e la canzone La Libertà.

"Ricordate? - ha detto - ecco, non bisogna delegare ma partecipare. La delega non può e non deve più bastare. Senza nulla togliere a quelle che sono le responsabilità della politica; ma io dico che non bisogna cedere alla rassegnazione. Educazione significa una nuova resistenza. Significa dignità, responsabilità e far valere il primato dalla persona umana. Con grande attenzione per i diritti sociali e civili". E poi ancora parole pesanti e un severo j'accuse allorquando ha sollecitato tutti a "combattere l’individualismo esasperato. Bisogna ribaltare questo pensiero unico.

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Prima vengono i più deboli, gli indifesi, i disoccupati. Ci si deve impegnare guardando sempre su questo versante, proteggendo queste categorie. Così facendo si guarda all’uomo. La democrazia non può non tutelare queste persone. Deve tutelare tutti e ciascuno. Nessuno deve essere dimenticato. Come? Far crescere lo spazio dell’educazione. Dobbiamo essere capaci di stanare il bene. Ciascuno di noi ce l’ha dentro. Ha dentro l’umano. Bisogna stanare il bene e metterlo in circolo”.

Concludendo il suo intervento, monsignor Schillaci ha fatto riferimento ad un passo di Paolo VI “costruire il tessuto sociale a misura d’uomo, a misura della strada”. Perché, ha osservato altresì "bisogna intessere relazioni fraterne. Anche se la si pensa diversamente. Oggi nella Cosa pubblica un cristiano deve avere questo compito. Non mettiamo muri ma gettiamo ponti come dice Papa Francesco”.

Atteso, subito dopo, l'intervento di Anna Finocchiaro che si è soffermata sui temi della cittadinanza e della partecipazione. "La cintura del nostro Paese è antica: greca e romana", ha detto. "La Costituzione riconosce la nostra storia". Fra i temi citati quello dell’educazione. "A partire dalla scuola che è aperta a tutti". Quindi, riferimento agli articoli 33 e 34 della Carta e "all'istruzione, all’arte, e alla scienza che sono liberi. Così come ci deve essere libertà di insegnamento. Articoli scritti - ha ricordato la senatrice - quando l’Italia esce dal Fascismo e quindi da un momento in cui c’era il pensiero unico. I costituenti scrivono all’indomani di un periodo storico difficile e indicano a tutti la possibilità di affermare la propria libertà". La Costituzione, ha rimarcato la Finocchiaro "disegna la missione della Repubblica e la centra proprio l'aspetto dell’educazione. Ciò che oggi pare ovvio è stata una conquista. I costituenti hanno agito con lo scopo di far partecipare tutti alla vita attiva del Paese, senza distinzioni. I costituenti scrissero un progetto di una società giusta”. E poi ancora concetti come quello della partecipazione e della solidarietà.

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“La Costituzione ci dice anche questo. La partecipazione solidale viene considerata come un dovere inderogabile”. Riferimenti anche "alla moralità e ai principi di comportamento che devono essere legati alla gestione della Pubblica amministrazione. Per i ragazzi questi sono concetti di educazione". Così come l'importanza della collettività. "La cittadinanza è importante, non bisogna stare da soli ma insieme agli altri. Perché questo dà forza e fa esplodere il concetto dalla cittadinanza. Dobbiamo sempre esercitare il diritto alla partecipazione”.

Un'iniziativa di grande spessore dunque che, grazie ai due relatori, Schillaci e Finocchiaro, ha lanciato un messaggio importante che senza dubbio va al di là di quelli che sono solo enunciazioni di principio. Il merito della Scuola formazione per il Bene comune, sta proprio nella sua essenza che diventa, è auspicabile, patrimonio di tutti per formare davvero una nuova classe dirigente capace di mettere in pratica le grandi idee dei padri costituenti e di quanti hanno dato la vita per l'affermazione della libertà e della legalità.

Antonio Cannone

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