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Lamezia - “Non condividiamo le tante dichiarazioni fuori luogo, che definiscono felicemente conclusa la vertenza Infocontact - afferma, in una nota, Francesco Canino segretario generale FISTel CISL Calabria. Le offerte vincolanti fatte dalle aziende Abramo per il sito di Lamezia e Comdata per il sito di Rende, così come sono, non risolvono il problema e quindi non possono essere accettate. 96 licenziamenti nelle aree di staff, abbattimento del 40% del salario medio dei lavoratori conseguente alla riduzione delle ore lavorate, azzeramento degli istituti contrattuali. Sono condizioni inaccettabili che, anche ai lavoratori che passeranno nelle nuove aziende, non consentiranno un vivere dignitoso e la possibilità di far fronte agli impegni economici familiari assunti. Inoltre i posti di lavoro che si perderanno, saranno molti di più dei 96 licenziamenti dichiarati perché a causa della prevista chiusura dei centri periferici di Infocontact, almeno altri 200 Collaboratori a Progetto saranno costretti a rinunciare al lavoro, vista la distanza dalle sedi principali di Lamezia e Rende. Come FISTel CISL andiamo all’incontro del MISE il 25 febbraio p.v. determinati a far rivedere ad Abramo e Comdata i termini delle loro proposte di acquisizione, partendo dai dati oggettivi in nostro possesso, che non giustificano un taglio così pesante dell’occupazione e del salario dei lavoratori. Speriamo nell’aiuto fattivo del Ministero, che non si limiti come fatto fin ora, al ruolo di semplice spettatore. Se la trattativa non si chiuderà positivamente, mobiliteremo i lavoratori soprattutto contro Wind che riteniamo essere la prima responsabile dell’attuale stato della vertenza Infocontact”.

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