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Lamezia Terme - “Che senso ha se ti salvi da solo”: con questa frase, scritta su striscioni e magliette, urlata a squarciagola, scandita al suono dei tamburi africani, ha avuto inizio il flash mob organizzato in piazzetta San Domenico per la Giornata Mondiale del rifugiato, il cui slogan quest’anno è stato appunto “Nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro”, in riferimento alla pandemia che ha coinvolto e coinvolge a livello mondiale anche e soprattutto le persone più fragili, non in ultimo gli oltre 70 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati che oggi chiedono ascolto a gran voce.

Rispettando le distanze di sicurezza, più di cinquanta ragazzi provenienti da svariati paesi – Gambia, Senegal, Mali, Pakistan, Costa d’Avorio, Nigeria, Guinea, Bangladesh, Egitto – hanno affollato la piazza con le loro voci decise lanciando in conclusione il messaggio, anch’esso scritto a caratteri cubitali e mostrato alla città, che nel contesto dell’accoglienza “Tutti possiamo fare la differenza”.

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La breve e toccante manifestazione, culminata nella lettura di un testo sul senso della parola “Rifugio”, è stata organizzata dal Comune, dalla Comunità Progetto Sud e dai Siproimi per minori Luna Rossa, Due Soli, Terre Sorelle di Miglierina. Presente anche l’assessore Giordano, che ha indossato una delle magliette preparate dai ragazzi.

Giulia De Sensi

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