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Lamezia Terme - Esportare i prodotti Made in Calabria nel mercato cinese: questo l'obiettivo di "Progetto Cina", presentato questa mattina in conferenza stampa nei locali dei laboratori di ricerca della Fondazione Terina.  La Regione Calabria ha affidato, infatti, l'attuazione del progetto proprio all’Ente di ricerca che ha sede nella zona industriale lametina e che, insieme con gli altri partners (Union Camere Calabria, la Camera di Commercio Italiana in Cina ed altri enti) farà da tramite per la valorizzazione e l'agevolazione dei prodotti calabresi in una fetta specifica del mercato cinese.
Sono evidenti, infatti, le difficoltà di inserimento in un percorso commerciale con un paese come la Cina e l'idea è che, attraverso questo progetto, si possa incentivare l'esportazione puntando sulla certificazione controllata delle caratteristiche nutrizionali dei nostri prodotti, delle quali si occuperà proprio la Fondazione Terina che fa di questo punto la sua mission. Un investimento complessivo di 350 mila euro in 18 mesi, durante i quali si provvederà a selezionare le aziende papabili per il progetto su tutto il territorio calabrese. "I prodotti Made in Calabria hanno raggiunto, negli anni, alti livelli qualitativi e il nostro obiettivo è quello di incrementare l'esportazione del nostro 'marchio'. - spiega l’assessore regionale all'internazionalizzazione Luigi Fedele - Non tutte le aziende sono pronte e competitive per l'export e il nostro compito è proprio quello di sostenerle e promuoverle". "Dobbiamo pensare in una logica d'internazionalizzazione e in questi 18 mesi - ha aggiunto l'assessore - dobbiamo sì selezionare aziende e ospitare buyers cinesi ma dobbiamo necessariamente promuovere all'estero un'immagine di una Regione. E possiamo farlo con un lavoro sinergico tra aziende e gli enti che danno la partnership al progetto".

Pasqualino Scaramuzzino, commissario della Fondazione, ha spiegato che il loro ruolo sarà quello di supporto tecnico come partner con un pool di soggetti che possano "incrementare e agevolare in mercato già esistente e che vede l'Italia come quarto partner commerciale con la Cina". "Saremo - spiega il commissario - i soggetti agevolativi per un percorso di inserimento che, altrimenti, sarebbe impervio. Selezioneremo buyers cinesi - ha continuato - che sensibilizzeremo per la nostra fetta di mercato". A definire il target è stata la dirigente Saverio Cristiano che, insieme alla professoressa Mariateresa Russo, ha spiegato nei dettagli il progetto: tenendo conto delle caratteristiche particolari del paese, si è deciso di rivolgersi ad un canale specifico e determinato e per questo il progetto si concentrerà su una parte medio alta della popolazione cinese, che guarda all'occidentalizzazione e che vuole puntare sul Made in Italy. Partendo poi dal comparto agroalimentare si punterà anche ad una valorizzazione dei prodotti del settore dell'artigianato e del turismo per finire alla green economy. "Non è più sufficiente - ha detto la dirigente Cristiano - rimanere nei confini regionali o nazionali ma è evidente la necessità di internazionalizzarsi. Per farlo abbiamo pensato ad uno studio e ad una presentazione del prodotto che ne veicoli la qualità, puntando sulla comunicazione".  Il materiale promozionale sarà, infatti, creato ad hoc nella doppia lingua così come il sito internet "Calabria@Cina".

Claudia Strangis

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