
Lamezia Terme - Due mali destabilizzanti che minano le basi della società civile, usura e racket, sono stati tema di un convegno aperto al pubblico organizzato dal Lions club, che ha avuto come relatori la presidente dell’Uniter Costanza Falvo D’Urso e il GIP del Tribunale di Lamezia Terme Carlo Fontanazza. L’incontro, introdotto dai saluti del presidente Giuseppe Costanzo e del presidente di zona Roberto Rocca, e coordinato da Ippolita Lo Russo e Chiara Puteri, è stato denso di interventi . In particolare, hanno portato la propria testimonianza il presidente dell’associazione Antiracket Armando Caputo e il presidente della Fondazione antiusura “Monsignor Vittorio Moietta” Aldo Sirianni, cui hanno fatto seguito le conclusioni del sindaco Paolo Mascaro e del past governatore distrettuale Michele Roperto.
Ciò che emerge è un quadro che evidenzia l’estrema vulnerabilità del sistema produttivo e del tessuto socio-economico rispetto ad un dramma sociale che incide pesantemente sul piano traballante dello sviluppo territoriale: si parla soprattutto di denaro sporco proveniente dalle estorsioni che viene poi riciclato in forme devastanti di usura. “La situazione del racket è migliorata rispetto a dieci anni fa – dice Caputo – ma Lamezia è ancora una terra di ‘ndrangheta a tutti gli effetti”. A livelli pericolosi, anche a causa della crisi economica, appare ad oggi il fenomeno dell’usura, secondo quanto registrato dalla Fondazione Moietta, che dall’inizio dell’anno ha già devoluto 560.000 euro dal suo fondo di garanzia e conta di toccare il milione entro l’estate.

“Lo Stato deve dare l’esempio ma ognuno di noi deve fare la propria parte. Nessuno può sottrarsi : tutti dobbiamo decidere prima o poi da che parte stare” – afferma risoluto Fontanazza, reduce dal Processo Perseo, che racconta esperienze quotidiane di coraggio e di paura – in particolare, quelli che Caputo definirà “atteggiamenti di convenienza”, rispetto alle mancate conferme in aula di alcuni cittadini chiamati a testimoniare. Mascaro rimarca comunque il concetto del verificarsi di una “rivoluzione culturale” che negli ultimi cinque anni ha portato la città a fare passi da gigante, per una strada sulla quale bisogna assolutamente perseverare. “Bisogna evitare clientelismi e favoritismi negli enti pubblici e fare in modo che il Comune possa pagare in tempo le fatture ai fornitori in modo da non fertilizzare il terreno alla criminalità.” – dice infatti. Controverso e ampiamente discusso anche il ruolo delle banche e di Equitalia : “Alcune sanzioni eccessive – continua Mascaro – tendono piuttosto a legittimare l’evasione”.
Giulia De Sensi

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