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Lamezia Terme – “Come ci sposteremo nei prossimi anni a Lamezia Terme? In auto, in bus, a piedi, in bicicletta?”. Sul tema della mobilità interviene Marco Carmine Foti, reggino ma lametino d’adozione, manager nel settore che, oltre ad analizzare le criticità, indica anche una serie di possibili soluzioni.

Secondo il manager: “il Piano Generale del Traffico Urbano in corso di redazione che dopo giusto un quarto di secolo dalle ultime elaborazioni dei dati di mobilità (correva l’anno 2001) il Comune di Lamezia Terme ha avviato il processo di elaborazione del nuovo documento programmatico sulla mobilità e sui trasporti della città. Dal sito istituzionale del Comune si legge che ‘Dopo il primo invito alla partecipazione, l’Amministrazione comunale rinnova l’appello a tutti i cittadini affinché prendano parte al questionario online dedicato alle abitudini di spostamento e, soprattutto, contribuiscano con proposte, suggerimenti e idee per migliorare la mobilità urbana, ad esempio: indicazioni su come rendere più sicuri gli attraversamenti pedonali, come incentivare l’uso della bicicletta, come migliorare il trasporto pubblico, come favorire una mobilità più sostenibile ed efficiente nei diversi quartieri della città. L’obiettivo è costruire un quadro condiviso delle priorità e delle esigenze della comunità, così da orientare in modo consapevole le scelte progettuali e organizzative che confluiranno nel nuovo Piano. Ogni contributo sarà analizzato dai tecnici incaricati e costituirà parte integrante del processo di definizione degli obiettivi e delle linee di intervento’. Le condizioni per augurare buon lavoro ci sono tutte, anche perché i temi della mobilità, dei trasporti, della sosta e del traffico a Lamezia sono molto sentiti”.

Foti ricorda, però, un aspetto: “Lamezia Terme presenta una struttura di “mobilità tripolare”: 1) detiene un hub aeroportuale regionale, accentratore di flussi nazionali e internazionali; 2) presenta un sistema locale diffuso basato su pendolarismo di breve raggio (area vasta lametina); 3) è un nodo funzionale di attraversamento lungo le principali direttrici tirreniche con interessamento diretto ai flussi interni alla città. In poche parole, Lamezia un baricentro di mobilità diffusa, questo è un dato di fatto. Il questionario associato al PGTU, presente durante il periodo di compilazione sul sito istituzionale (compilato personalmente), evidenzia che ‘L’obiettivo principale del presente questionario è raccogliere suggerimenti su eventuali criticità riscontrate nell’ambito della mobilità urbana e conoscere meglio le abitudini e le preferenze della cittadinanza in merito all’utilizzo dei mezzi di trasporto’”.

Il questionario, rivolto a tutti i residenti ed alle persone che frequentano il Comune di Lamezia Terme, dopo aver richiesto la propria impressione sulle criticità della città, inizia il vero e proprio quesito con le seguenti domande: “Normalmente usi la bicicletta? Normalmente ti sposti a piedi? Normalmente utilizzi i mezzi pubblici? Saresti disposto ad utilizzare meno l’automobile per i tuoi spostamenti?”.

Le domande, precisa il manager “pongono automaticamente una riflessione: il questionario si riferisce alla città di Lamezia Terme oppure è rivolto ad una media città del Nord – Centro Italia? La domanda sorge spontanea (citava qualche autorevole giornalista) perché la quota modale della mobilità in città è segnatamente sbilanciata sull’utilizzo dell’automobile contro un residuo di spostamenti effettuati con i mezzi pubblici, a piedi ed in bicicletta (complessivamente meno del 25% di chi si sposta abitualmente per motivi sistematici, scuola e/o lavoro). Lo stesso questionario lascia all’intervistato la possibilità di valutare (da 1 a 5) gli ‘obiettivi da perseguire nel Comune di Lamezia Terme: Più parcheggi, Più percorsi pedonali sicuri, Meno barriere architettoniche, Più aree verdi, Più piste ciclabili, Meno traffico in prossimità delle scuole’. L’aspetto sorprendente è che il Trasporto pubblico non rientra negli obiettivi del Comune, almeno sembra dal questionario, come se le strategie fossero decise e mirate esclusivamente a politiche indirizzate verso una “mobilità dolce” (piedi e bicicletta) e che nulla hanno a che vedere con il contesto di Lamezia caratterizzato da tre poli urbani specifici, caratteristici e distanti tra di loro”.

Ma al di là del questionario, conclude Foti “i cui risultati saranno certamente contestualizzati e corretti alla reale conformazione della città, vorrei ricordare che la mobilità è un diritto costituzionale ed il PGTU deve essere affrontato con una logica di ‘rigenerazione urbana’ intesa come la riattivazione delle condizioni di benessere e mobilità per tutti i cittadini, fornendo servizi alle persone che intendono spostarsi comodamente in tutto l’arco della giornata, da un punto ad un altro di Lamezia. E certamente non lo puoi prevedere utilizzando la bicicletta o andando a piedi”.