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Lamezia Terme – “Chiediamo a Cotticelli un incontro per aiutarci a mettere un po' di ordine, perché i nostri bambini non possono continuare a subire questa grande ingiustizia”. Questo l’appello (tramite Pec) al commissario ad acta per la sanità calabrese inviato dai genitori esasperati di bambini con problemi di psicomotricità e logopedia, che da tempo lottano per far “attivare al più presto le figure professionali necessarie per rispondere ai bisogni dei minori che frequentano il Servizio di recupero e rieducazione funzionale dell’Unità operativa dipartimentale Fragilità e cure intermedie di Lamezia”. Le mamme e i papà, che si sono organizzati in un comitato di cui è portavoce Claudio Mercuri, questa mattina si sono ritrovati di nuovo davanti all’ospedale cittadino per manifestare in maniera pacifica. “Ma per l’ultima volta” dice Mercuri. Che aggiunge: “Non escludiamo di fare azioni eclatanti. La pazienza è finita. Abbiamo problemi seri. Non possiamo giocare. Abbiamo scritto lettere, siamo andati a Catanzaro, abbiamo parlato con l’allora direttore generale facente funzioni dell’Asp Amalia De Luca, che ci aveva promesso di venire qui per fare dei sopralluoghi. Ma niente”. Poi, Mercuri mostra l’esposto, “anche questo senza risposta”, inviato a gennaio al direttore sanitario dell’Asp, al direttore sanitario dell’ospedale di Lamezia, al primario del reparto di Fisioterapia e riabilitazione sempre del Giovanni Paolo II. “Ci dicono sempre di aspettare – lamenta Mercuri - nessuno ci dà ascolto. Ma noi non molliamo. Lo dobbiamo ai nostri figli”.

Anche Giovanna Cimino è molto amareggiata. Pure per questa mamma urgono riscontri immediati. “Abbiamo denunciato per l’ennesima volta – afferma - attraverso i media questa situazione assurda, cioè l’assenza di un team multidisciplinare per i nostri figli. Rivendichiamo l’assenza di una neuropsichiatra infantile nel reparto, che dovrebbe seguire il bambino e dare suggerimenti ai genitori e poi un’altra neuropsichiatra infantile che stia nel Distretto dipartimentale ex Saub per occuparsi di tutta la parte burocratica esterna. In più chiediamo che ci siano più operatori nel reparto, come logopedista, psicomotricista e soprattutto educatori, che hanno lo scopo di far acquisire al bambino autonomia. Senza dimenticarci degli psicologi, per aiutare sia i genitori che il bambino”. Tuttavia, Cimino non ha perso l’ultimo brandello di speranza: “Confidiamo in Cotticelli. Gli abbiamo chiesto di riceverci tra oggi e domani”.

Giuseppe Maviglia

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