
Lamezia Terme - In una toccante lettera aperta, Giada Muraca ricorda il papà Franco morto tragicamente in un cantiere nel 2018 mentre lavorava. Per la morte dell'uomo è stata emessa una condanna per omicidio colposo e nei giorni scorsi colui il quale è stato giudicato responsabile di questa morte bianca è stato arrestato.
“Che arma a doppio taglio è la memoria: ci permette di conservare, revisionare ogni cosa che abbiamo visto, sentito o vissuto. Ci permette di rielaborare dati e Di organizzare il nostro tempo. Ci permette di vivere e non ci permette di dimenticare. Che strumento da stratega è la memoria? Capace di far sì che le nostre azioni si compiano o che vengano semplicemente immagazzinate come fossero in un dimenticatoio".
"Che luogo oscuro può essere la nostra memoria? - si chiede - Ambiente fatto di ricordi che fanno male e di pensieri che tappano ogni fessura che faccia intravedere un po’ di luce. La memoria, come un pavimento scivoloso, che tante volte ci ha fatto cadere in ginocchio. La memoria, come una lama appuntita che trafigge il tuo presente. La memoria che non si lascia ingannare, persino da una realtà che illude. Sappiamo tante cose per quanto riguarda la “memoria” di un essere umano. Ma forse non conosciamo realmente il valore di questo grande dono. Perché, ogni giorno, grazie soprattutto alla memoria, abbiamo la possibilità di compiere grandi gesti. Attraverso la memoria del passato, abbiamo in mano ogni strumento per costruire un futuro diverso, e senz’altro migliore. Ma non lo facciamo".
"Siamo tutti dotati per natura di una ‘memoria’, ma è la vita che pone nelle nostre mani la forza ed il coraggio. Ed è con un appello che voglio concludere questo mio scritto, in un giorno molto triste per me, mia madre e mia sorella. Abbiate sempre il coraggio di ricordare. Non sottovalutate mai la forza del ricordo. Imparate a utilizzare bene la vostra memoria e a valorizzare le vostre azioni quotidiane. Perché è ricordando le tragedie di ieri, che possiamo cambiare il domani. Renderlo migliore. Renderlo più sicuro. E magari salvare tante giovani vite, come quella di mio padre: grande uomo. Grande lavoratore. Che oggi, a due anni da quel maledetto giorno, rappresenta una pagina dolorosa e vera della nostra regione, del nostro paese e della nostra città, impresso nella memoria di tutti. Indelebile nel cuore di chi per sempre, continuerà ad amarlo”.
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