
Lamezia Terme - Piano Estate e utilizzo dei Fondi Pon per far riparte la scuola e cercare di tornare alla normalità. Un progetto lanciato dal ministro alla Pubblica istruzione Bianchi e che coinvolge quasi 6mila Istituti scolastici. L'esperienza della Dad sta per concludersi e da settembre si tornerà in presenza. Intanto però, l'idea è quella di riportare gli alunni già durante l'estate ad "avvicinarsi" fisicamente alle strutture scolastiche. E' una "sfida" finanziata con 150mln di euro complessivamente e per la Calabria la dotazione è di 5.369.189,12. Da comprendere tuttavia se questa cifra farà parte di una gestione finalizzata al solo progetto Piano Estate o se rientra anche nei Pon. In quest'ultimo caso, come è noto, se non utilizzati questi specifici finanziamenti dovranno essere restituiti. Sono giorni e settimane di dibattito e progettazione anche a Lamezia,
all'interno degli Istituti. Per saperne di più, abbiamo sentito alcuni dirigenti delle scuole superiori.
Teresa Goffredo, dirigente del Liceo scientifico "Galilei", esordisce: "Noi abbiamo programmato un piano di potenziamento solo per i mesi di giugno e settembre. A luglio e ad agosto anche i docenti hanno diritto a po' di meritato riposo. Abbiamo comunque previsto un po' di attività in presenza".
E nel merito del progetto sulla scuola d'estate?
"Noi vediamo se gli studenti e le studentesse rispondono. C'è la buona volontà dei docenti di fare qualcosa soprattutto nelle materie di indirizzo. Ripeto però, giugno e settembre poi dovremmo partire in vista del nuovo anno sempre con i Pon per riprendere i ragazzi che sono stati troppo tempo dietro lo schermo. La buona volontà c'è, ma bisogna essere in due. La scuola e le famiglie. Noi adesso ci stiamo adoperando per raccogliere consensi. Cercheremo di organizzare anche attività motorie: giochi sportivi, tornei etc. Non faremo solo le discipline d'indirizzo. Ovviamente, e ribadisco, bisogna comunque avere l'utenza. Vediamo cosa decidono le famiglie, noi predisponiamo quanto è di nostra competenza".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche la dirigente Simona Blandino dell'Istituto tecnico economico "De Fazio" e, dallo scorso novembre, anche del Polo tecnologico.
"Abbiamo idee e programmi che porteremo in seno ai dipartimenti e ai Consigli di classe per quello che riguarda la proposta formativa ai ragazzi su base volontaria. Bisognerà poi acquisire innanzitutto la disponibilità e il desiderio da parte degli alunni di volere effettuare le attività, e logicamente quella dei docenti e del personale interno. E laddove vi fossero necessità, anche aprire all'esterno con la collaborazione di Enti e associazioni del territorio".
E intanto come procede al vostro interno?
"Allo stato, dico proprio in questo momento, siamo in fase di elaborazione di proposte.Siamo in una fase interlocutoria con i ragazzi per capire cosa fare; cosa sarebbe opportuno fare per avere ricadute sulla loro formazione".
Ad oggi lei che sensazione ha rispetto all'eventuale frequenza anche nei mesi estivi?
"La ratio è di favorire la socializzazione, ripristinare gli equilibri, le dinamiche relazionali all'interno della scuola, non solo come fatto fisico ma anche affettivo tra ragazzi e docenti. Stiamo vagliando diverse attività, oltre a quelle curriculari. Noi le mettiamo in campo. Se i ragazzi però non dovessero partecipare decade tutto. Il nostro compito è fornire opportunità. Capiamo che sono molti stanchi, che sono stanchi i professori, il personale, insomma tutti. Non sono stati mesi facili per nessuno. Comunque sappiamo anche che dobbiamo effettuare i corsi estivi perché ci sono dei ragazzi che avranno delle insufficienze. Vediamo se cerchiamo di coniugare queste attività con altre forme di socializzazione. Comunque sia, è nostro dovere elaborare proposte perché sono stati stanziati fondi del ministero. Ogni scuola ha avuto, secondo dei parametri, una cifra che consentirà di avviare dei percorsi. Al momento, in verità i fondi sono stati solo comunicati. Non sappiamo se i finanziamenti sono vincolati alle sole attività estive. Ripeto, noi abbiamo delle idee ma sono subordinate alla partecipazione dei ragazzi. Se questi non dovessero partecipare il progetto non verrà portato avanti. Ad ogni buon conto per quanto ci riguarda noi abbiamo in animo, eventualmente, di proporre un'attività che coinvolga i ragazzi, i docenti e il personale Ata al massimo fino ai primi 10-15 giorni di luglio”.
A. C.
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