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Lamezia Terme - La classe I A quadriennale del liceo F. Fiorentino ha partecipato, nell’ambito del Progetto Gutenberg, ad un incontro con la professoressa Laura Marchetti per discutere del libro “Samar. La luce azzurra ad Itaca, Roma, Baghdad”. In questo difficile anno scolastico, martoriato dalla situazione pandemica, si sta svolgendo la XVIII edizione del Progetto Gutenberg - Fiera del libro, della multimedialità e della musica: dal 24 maggio al primo giugno 2021, una serie di incontri con autori e intellettuali di spicco vede come protagonisti gli studenti delle scuole calabresi. Ogni incontro avviene tramite le piattaforme di videoconferenza. 

La mattina del 27 maggio, gli alunni della I A quadriennale del Liceo Fiorentino di Lamezia Terme, con la guida delle loro insegnanti (Lucia Bonacci e Lycia Mascaro), hanno incontrato la professoressa Laura Marchetti e hanno potuto discutere con lei del libro (letto a scuola con le docenti di Lettere precedentemente nominate) Samar. La luce azzurra a Itaca, Roma, Baghdad. L’incontro, moderato dalla Dirigente Scolastica dell’I.C. di Sersale, professoressa Maria Brutto, ha visto la partecipazione di tre diverse scuole: oltre al Liceo Classico- Artistico Fiorentino di Lamezia Terme, sono stati presenti anche l’Istituto Tecnico Agrario Vittorio Emanuele II di Catanzaro e l'Istituto di Istruzione Superiore Morelli Colao di Vibo Valentia. Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, la D.S. professoressa Maria Brutto ha presentato l’autrice, ricordando sia il suo impegno politico a favore dell’ambiente che il lavoro accademico da antropologa e la collaborazione con l’Enciclopedia Treccani per il riconoscimento della fiaba come patrimonio immateriale dell’Unesco. Le insegnanti delle diverse scuole hanno brevemente presentato le attività svolte con gli alunni in occasione della lettura del libro. 

Poi è arrivato il momento della discussione tra i ragazzi, che ordinatamente hanno preso la parola per porre le domande, e l’autrice: la professoressa Marchetti ha risposto con grande trasporto e dovizia di particolari ai quesiti pronunciati dagli allievi, mostrando grande empatia e una incredibile vis oratoria che si è fatta sempre più coinvolgente man mano che andava avanti il dibattito. Tantissime le tematiche toccate, tutte incentrate sul fortissimo legame esistente tra paesaggio, cultura e arte del narrare, liaison declinata con riferimenti alla cultura greca, romana e araba. Non sono mancati i riferimenti all’attualità che hanno sottolineato il ruolo di “cimitero a cielo aperto”, tristemente rivestito oggi dal Mar Mediterraneo, quel mare che nei tempi antichi ha partorito storie straordinarie, ricche di valori condivisi e rese grandi nei secoli dalla loro forza letteraria (pensiamo all’Iliade, all’Odissea, alle Mille e una notte); tutto questo è stato possibile, perchè il Mar Mediterraneo era un luogo “senza confini”, al punto da risultare “quasi familiare”  in opposizione al solitario oceano: merci e uomini potevano viaggiare in libertà e altrettanto liberamente narrare di sè.

E ancora in difesa dell’ambiente: “Nella cultura di tutti i popoli che si affacciano sul Mar Mediterraneo” ha proseguito la prof.ssa Marchetti “è lo specchiarsi in quel mare che ha dato l’idea dell’infinito agli uomini, perchè l’inconscio collettivo si nutre e crea le sue immagini attraverso il paesaggio che gli è contiguo. Come si può mantenere questo forte legame tra interiorità e paesaggio, se riempiamo le coste di infrastrutture che occultano la visione del mare?”. Riferendosi alla Palestina, da antropologa, la prof.ssa Marchetti ha fatto questa riflessione: “L’identità culturale di un popolo è strettamente connessa alla sua relazione con il paesaggio della propria terra, che crea l’immaginario collettivo in cui tutti si riconoscono e di cui tutti narrano qualcosa, perchè il narrare è connaturato all’uomo. Come può un popolo senza terra conservare la sua identità culturale? Come può riconoscersi?”. Parlando della condizione della donna, la studiosa ha messo in evidenza, come già aveva fatto nel suo libro, il valore fondamentale delle donne, capaci di dare vita attraverso la procreazione, ma di dare anche la memoria eterna e la fama, in quanto loro sono sempre state tessitrici di racconti e narrazioni, come diversi esempi del mito dimostrano. Rapiti dalla soavità delle parole della professoressa Marchetti, gli alunni hanno ascoltato con emozione ed entusiasmo le risposte alle loro domande, riuscendo a percepire l’universalità dei valori che il mondo antico ha lasciato in eredità al mondo odierno e avendo la consapevolezza che una nuova vita, più autentica, a quei medesimi valori potrà essere data ancora solo si sceglierà di incontrare l’Altro da Noi sotto la bellissima luce azzurra che illumina il nostro Mar Mediterraneo. 

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