
Lamezia Terme - I residenti di via Isaac Newton, a Lamezia Terme, tornano a denunciare una situazione ormai divenuta “insostenibile”. In una lettera aperta scrivono: “con amarezza ma anche con il doveroso senso di responsabilità di chi continua a credere che il rispetto della città passi, prima di tutto, dal rispetto dei cittadini che la abitano. Un ringraziamento va rivolto, anzitutto, agli operatori della Lamezia Multiservizi, che ogni mattina provvedono allo svuotamento dei cassonetti, evitando che la situazione degeneri ulteriormente e che gli accumuli diventino ancora più gravi. È giusto dirlo con chiarezza: il problema non è chi lavora quotidianamente sul territorio, spesso in condizioni difficili, ma un sistema di controllo, prevenzione e manutenzione che in questa zona continua a non produrre risultati adeguati. Perché il dato resta sotto gli occhi di tutti. I cassonetti vengono svuotati, ma nel giro di poche ore tornano ad essere circondati da sacchi, rifiuti, materiali abbandonati e scarti di ogni genere. Nelle aree limitrofe continuano a comparire cumuli di materiale da risulta, detriti, residui di lavorazioni edili e rifiuti scaricati di notte anche oltre le zone transennate. Non si tratta più soltanto di incuria: si tratta di un fenomeno ripetuto, visibile, documentabile, che trasforma una strada urbana in una discarica a cielo aperto. E qui nasce lo sdegno dei residenti. Cittadini che pagano regolarmente le tasse si trovano costretti ogni giorno a percorrere una strada non asfaltata, dissestata, sporca, abbandonata, nella quale evitare di bucare uno pneumatico è diventato, senza esagerazione, un terno al lotto. Una strada che dovrebbe essere parte integrante della città e che invece sembra vivere in una condizione di marginalità permanente. Dove sta l’attenzione per questi cittadini? Dove sono i controlli annunciati? Dove sono le misure di prevenzione contro l’abbandono dei rifiuti? Dove sono gli interventi strutturali su una viabilità che non garantisce nemmeno condizioni minime di sicurezza e decoro?”.

Secondo i residenti “non basta svuotare i cassonetti ogni mattina se poi l’area circostante resta esposta all’abbandono incontrollato di rifiuti, al deposito abusivo di materiali e al degrado del verde. Non basta intervenire a metà, iniziare una pulizia e poi lasciare che tutto si fermi prima del completamento della bonifica. Non basta parlare di decoro urbano se poi intere zone continuano ad essere escluse da una cura effettiva e costante. I residenti si chiedono, con amarezza, se davvero il decoro urbano possa e debba essere identificato soltanto con le aiuole curate di alcune zone della città, con gli spazi più visibili, con le aree che fanno bella figura nelle fotografie istituzionali e sui social. Una città decorosa non è solo quella che mostra il suo volto migliore nei luoghi centrali o simbolici. Una città decorosa è anche quella che non dimentica le strade laterali, le aree prossime alla ferrovia, i quartieri che vivono accanto a situazioni complesse, le famiglie che ogni giorno passano tra buche, rifiuti, sterpaglie e materiali abbandonati”.
I residenti proseguono: “Via Isaac Newton non chiede privilegi. Non chiede corsie preferenziali. Non chiede interventi straordinari. Chiede semplicemente ciò che dovrebbe essere garantito ad ogni cittadino: una strada percorribile, controlli effettivi, una bonifica completa dell’area, il contrasto concreto all’abbandono dei rifiuti e la tutela della salute pubblica. Chiede che i materiali da demolizione e i rifiuti non vengano più scaricati indisturbati. Chiede che le aree transennate non diventino il simbolo di interventi incompiuti o il nuovo limite entro cui continuare ad accumulare degrado. Chiede che il diritto alla sicurezza, al decoro e ad un ambiente salubre non sia riconosciuto a giorni alterni o soltanto in alcune zone della città. Il paradosso, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti. Questa situazione persiste in un’area collocata nel cuore di un vero e proprio quadrilatero istituzionale, a poca distanza dal Comune di Lamezia Terme, dal Commissariato della Polizia di Stato, dal Comando dell’Arma dei Carabinieri e dall’Ospedale “Giovanni Paolo II”. Luoghi che rappresentano quotidianamente la presenza dello Stato e delle istituzioni sul territorio e che rendono ancora più difficile comprendere come una simile condizione possa protrarsi nel tempo. Ma vi è un ulteriore aspetto che i residenti desiderano richiamare con rispetto e spirito costruttivo. Lamezia Terme ha l’onore e la responsabilità di esprimere oggi due rappresentanti in seno al Consiglio Regionale della Calabria. Proprio per questo rivolgiamo un appello anche ai consiglieri regionali lametini, affinché possano interessarsi direttamente alla vicenda, verificare lo stato dei luoghi e farsi interpreti presso le istituzioni regionali delle esigenze di una parte della città che da troppo tempo attende risposte concrete. Non si tratta di una battaglia politica, ma di una questione di salute pubblica, sicurezza urbana, tutela ambientale e dignità dei cittadini”.

I residenti rinnovano pertanto un appello “fermo ma rispettoso al Comune di Lamezia Terme, alla Polizia Locale, alla Prefettura, alle Forze dell’Ordine, alla Regione Calabria e a tutti gli enti competenti: occorre passare definitivamente dalla gestione dell’emergenza alla soluzione del problema, attraverso un programma stabile di bonifica, videosorveglianza, manutenzione del verde, monitoraggio ambientale e riqualificazione della viabilità. Perché chi contribuisce ogni anno, con il proprio lavoro e con il pagamento delle imposte, alla vita della comunità non può essere costretto a fare quotidianamente lo slalom tra buche, rifiuti e degrado, né a convivere con un’area che, per l’abbandono in cui versa, favorisce la presenza di topi, serpenti, cani randagi e corvi, con intuibili ricadute sulla sicurezza, sull’igiene pubblica e sulla salute dei residenti. E perché il decoro urbano, se vuole essere davvero un valore condiviso e non soltanto uno slogan, deve arrivare fino all’ultima strada della città, non fermarsi dove finiscono le aiuole curate”.
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