
Lamezia Terme - "Abbandonato a se stesso, chiuso e con spreco di svariati milioni senza che nessuno più se ne occupi, caduto nel dimenticatoio. Eppure il teatro Russo ha rappresentato una parte importante della storia cittadina". È un coro unanime di indignazione di residenti e operatori culturali - quello che si alza camminando per le strade dell'antico rione Torre - per stigmatizzare una vicenda emblematica di cattiva amministrazione della Cosa pubblica. In cima a quella che un tempo fu la "Strada del Teatro", come testimonia ancora oggi la scritta all'ingresso del quartiere a ridosso del vecchio Municipio e cuore pulsante della vecchia Nicastro (oggi Lamezia est), il teatro Russo fin dal 1600, precisamente in via Federico II, rappresentava un punto di riferimento e un luogo di aggregazione. Prima come convento poi trasformato in teatro.

Tuttavia, nel 2014, per recuperare la struttura, la Giunta guidata dal sindaco Speranza decise in maniera evidentemente poco consona di trasformarne la natura, deliberando l'avvio di un "progetto preliminare relativo all’intervento per la creazione di una rete di accoglienza abitativa e di inclusione sociale nelle aree urbane per i lavoratori immigrati e le loro famiglie". Il Comune, si giustificarono quegli amministratori, era tra i soggetti beneficiari, individuati dalla Regione Calabria, di "finanziamenti a valere sui fondi del Por Calabria Fesr 2007/2013". L’importo previsto delle opere da realizzare ammontava a 3 milioni di euro. Scopo della "riconversione" la "creazione di una rete di accoglienza abitativa e di inclusione sociale nelle aree urbane per i lavoratori immigrati e le loro famiglie” per assolvere la funzione di "cohousing". Come dire, abbiamo questi fondi finalizzati e per “non perderli” trasformiamo il teatro Russo in un centro di accoglienza per immigrati. Nulla ovviamente da obiettare, ma si poteva scegliere un'altra struttura e non un “Teatro”, memoria storica della città.

Anni di inerzia con qualche sporadico tentativo di intervenire. Nel 2009 sempre l’Amministrazione Speranza lo inserì nel Piano triennale delle opere pubbliche, stanziando 464,810 euro, senza che i lavori andassero mai in porto. Poi il progetto del 2014 con tanto di ristrutturazione e diverso “materiale” che giace all'interno senza essere utilizzato. I cittadini di Lamezia chiedono agli attuali amministratori cosa intendono fare. Ha ancora senso tenerlo chiuso? Il progetto che riguarda la funzione di "cohousing" è ancora attuabile? È possibile rivedere quanto progettato nel 2014 e restituire alla città un luogo aperto alla cultura?
A.C.
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