
Lamezia Terme - "Ci servono aiuti e sostegno concreto per scacciare via Putin e liberare la nostra terra". Da anni anche a Lamezia vive una nutrita comunità ucraina, composta da un migliaio circa di residenti. Numeri che oscillano a seconda del momento storico di un vissuto non sempre sereno come accade in questo frangente. Dopo la partecipazione alla manifestazione dei giorni scorsi su corso Nicotera, siamo andati a trovare Stanislao da anni in città dove ha lavorato in alcuni esercizi e da qualche tempo gestisce un supermercato. Insieme a lui, abbiano incontrato anche Olga e Dimitri che in queste ore si stanno prodigando per la raccolta di medicine, cibo e vestiti. "Sì - ci raccontano - abbiamo organizzato un gruppo di volontari, circa trenta persone, siamo molto attivi raccogliamo diverse cose: medicine, cibo, vestiti. Ogni donazione è importante, qualsiasi cosa può salvare la vita di bimbi, famiglie intere che non escono da giorni. Soprattutto abbiamo tanto bisogni di medicine".
Cosa pensate della guerra?
"Io penso che il nostro presidente è forte e non si ritira. Sta sempre con il popolo. Putin è una persona molto sgarbata, un assassino. Qualsiasi militare che entra nella nostra terra deve assumersi la responsabilità di quello che fa. Se qualcuno può ascoltarci noi diciamo a russi, bielorussi o altri militari di non entrare nella nostra terra. Noi diciamo di lasciare subito i carri armati e fare pace con noi".
Cosa pensate della richiesta di Zelensky di entrare nell'Ue? Potrebbe ancora di più "infastidire" Putin che vede in ciò un possibile ingresso dell'Ucraina anche nella Nato?
"Sono cose diverse ovviamente. La Nato è un'alleanza che protegge e non ha intenti di fare guerre. Il fatto che non si è sciolta come il Patto di Varsavia, è un pretesto di Putin per fare la guerra; un modo per pulire il suo nome che è sporco di sangue e lui finirà male insieme con i suoi militari e tutti i politici che sono complici e stanno facendo morire il popolo ucraino. Tante persone parlano ma non è questo il problema. Ma non è vero. La guerra da noi c'è già da otto anni, da quando abbiamo cacciato il presidente filo russo. Noi vogliamo andare verso l'Europa e non sotto il dittatore Putin. Noi vogliamo scegliere la vita e la libertà. Infatti, più di 80mila uomini sono rientrati in Ucrania per combattere per la nostra libertà per le nostre famiglie, per i nostri figli".
Cosa chiedete agli italiani?
"Agli italiani chiediamo di starci vicino, di aprire il cuore e di aiutarci. Soprattutto aiutandoci a portare qua le nostre famiglie, le donne con i nostri figli che vogliono vivere qua in tranquillità, così i padri e gli uomini che restano lì, potranno avere la possibilità di continuare a combattere e vincere questa guerra".
A.C.
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