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Lamezia Terme – “Lamezia era il centro. Adesso, è diventata periferia”. Queste poche parole di Serenella Polimeni, titolare di uno storico negozio di abbigliamento in via XX settembre, che chiuderà a fine febbraio dopo 55 anni di attività, sintetizzano al meglio il momento che sta vivendo la città a livello commerciale. Certo, non è un problema circoscritto a Lamezia, perché la crisi economica continua a mordere dappertutto, causando chiusure quotidiane di vetrine. Senza dimenticare i grattacapi che fisco, e una concorrenza non sempre leale, danno ai commercianti, che già risentono dell’influenza dei centri commerciali. Nel breve tour sulle tradizionali arterie dello shopping cittadino, appunto via XX settembre e corso Nicotera, non è raro imbattersi in locali vuoti sui quali campeggiano cartelli con la scritta “affittasi” o “vendesi”. A riprova di un frangente non particolarmente roseo per chi vive di commercio. 

Il negozio in via XX settembre ha rappresentato un pezzo importante dell’esistenza della signora Polimeni. Lo testimonia la processione dei clienti più affezionati che sono passati in questi scampoli anche solo per un saluto o per un caffè con la titolare. “È stata una decisione sofferta – dice Polimeni – perché sono cresciuta qui dentro. E volevo continuare. Questa attività è stata fondata dai miei genitori nel 1965, con grandi sacrifici. Tempo fa, Lamezia era il fulcro: tutto l’hinterland veniva nella nostra città per fare spese. Ora, niente. Non si può più andare avanti”. L’amarezza della titolare è contenuta in un messaggio che è rimbalzato anche sui social. Si legge in alcuni brani: “Questo negozio è stato messo in ginocchio da una crisi economica senza fine, da istituzioni e banche che non vengono in aiuto ai piccoli commercianti in una via XX settembre profondamente trascurata”. La signora, inoltre, spiega che a contribuire sono state pure “le strisce blu, che ci hanno creato problemi fin dalla loro introduzione”.

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Sempre in via XX settembre, si tocca con mano il malcontento di un altro commerciante di abbigliamento. Che non usa mezzi termini: “Sono stufo anche di parlare. La situazione è sotto gli occhi di tutti. È un periodo nero dovuto sicuramente al perdurare della crisi. Qui l’economia è morta, con tutto quello che ne consegue. Anni fa, Lamezia era una delle realtà commerciali più vive dell’intera regione. Ora, c’è il deserto. Che senso ha – si chiede – mettere la merce in saldo se non c’è in giro nessuno?”.

Su corso Nicotera, le cose non vanno diversamente. “Sono tempi difficili. C’è poca gente in giro” afferma il titolare di un negozio di articoli sportivi. “Noi – aggiunge - lavoriamo di più in determinati periodi. Il settore neve tira sempre, ma quest’anno ce ne è stata davvero poca”. Albino Viterbo ha invece un negozio di foto. Anche lui richiama i fasti del passato: “Lamezia era una città commerciale di primo livello. Avevamo clienti da tutto il circondario. Ora, l’aria è cambiata”. Tuttavia, il signor Viterbo, invita a non mollare: “Nonostante viviamo tempi terribili, e capisco e rispetto chi ha deciso di abbassare la saracinesca, dobbiamo tutti tenere duro, perché questa città non può morire”. Rilancia il titolare di una boutique Francesco Barbera: “Si respira sicuramente un clima pesante. Ma, se si è uniti, possiamo uscire fuori da queste negatività”. I commercianti, sottolinea Barbera, non sono rimasti a guardare. “Come ‘Lamezia shopping’ – dichiara - abbiamo proposto all’amministrazione una serie di iniziative a beneficio di tutta la comunità. Lamezia deve ritornare la città dello shopping”.

Giuseppe Maviglia

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