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Lamezia Terme – Proprio a Lamezia, che si è vista da poco chiudere la casa circondariale, si è svolta, nella sala convegni del centro direzionale dell’Asp, una conferenza stampa per tracciare un bilancio sullo stato di salute degli istituti penitenziari della provincia di Catanzaro, relativi all’anno 2014. Presenti all’incontro moderato da Pasquale Natrella, i responsabili delle varie aree sanitarie, il commissario straordinario dell’Asp Giuseppe Perri e il referente salute negli istituti penitenziari, Antonio Montuoro.  Come ha ricordato il commissario Perri, in apertura dell’incontro, il DPCM del 2008 ha conferito alle aziende sanitarie il compito dell’organizzazione e della tutela della salute all’interno delle case circondariali. Uno sforzo che lo stesso Perri ha definito “grande e incessante nonostante ci sia ancora molto da fare” per migliorarne i servizi e le prestazioni. Il Commissario straordinario annuncia progetti che saranno a breve concretizzati, come l’apertura del Centro di Tutela della salute mentale presso la casa circondariale “Ugo Cariti” di Catanzaro, che prevede anche una sezioni per disabili fisici seconda in tutta Italia. Poi l’incremento dell’assistenza sanitaria h24 e la realizzazione e messa in funzione a breve di un centro diagnostico terapeutico strutturato in 4 piani. “Lo scopo è quello di intensificare un rapporto – ha precisato Perri – che dia risposte concrete ed immediate a persone che non meritano conseguenze negative che possano ostacolare il loro reinserimento nella società”.  Al  referente salute degli istituti penitenziari della provincia, Antonio Montuoro, il compito invece di riassumere il rapporto sullo stato dei detenuti, che soffrono di tutte le patologie più diffuse nella società, ma in particolare di problemi psichiatrici e cardiovascolari.

Il piano di rientro sul disavanzo della sanità calabrese, la chiusura di molte strutture, le conseguenze sul personale e il passaggio dei beni strumentali alle Asp non hanno però scoraggiato i progressi fatti par garantire l’assistenza ai detenuti negli istituti penitenziari della provincia. La casa circondariale di Catanzaro “Ugo Cariti” è la più importante della Calabria e ospita 700 detenuti in una struttura che ha visto di recente aprire un nuovo padiglione. Dai dati 2014 emergono 11.690 ore annue di assistenza giornaliera ai detenuti, senza far mai mancare assistenza infermieristica, piscologica e visite specialistiche che ammontano a 8.796 nel 2014.

“Non è mai mancata nemmeno assistenza farmaceutica – precisa poi Montuoro – con il consumo totale di 25.000 confezioni nello stesso anno di riferimento. Progressi sono stati fatti anche nel campo dell’informatizzazione, con l’avviamento in particolare, del progetto di 'telecardiologia' e l’acquisto di numerosi apparecchi elettromedicali. Un protocollo d’intesa sottoscritto nel 2013 ha permesso inoltre la realizzazione di un centro diagnostico terapeutico che si sviluppa in 4 piani con ambulatori per branche specialistiche, servizi per detenuti con disabilità motorie e una sezione destinata alla tutela della salute mentale fondamentale anche per il personale, in quanto in questo settore sono state sbloccate le assunzioni con l’implementazione di ore specialistiche senza vincoli per la sanità calabrese. Un lavoro che il dottore Montuoro definisce 'prodigioso' anche per l’Istituto Minorile 'Silvio Paternostro' di Catanzaro, con 1394 visite e 1113 interventi psicologici nell’anno 2014. Molto ancora deve essere fatto e tanti sono i servizi da implementare, ma si tratta sicuramente di quelli che il dottore Montuoro definisce come “i primi bagliori che annunciano l’alba di una nuova era per la sanità calabrese”.                                         

Alessandra Renda

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