
Lamezia Terme - Un "movimento" pacifista variegato, composto da diverse associazioni, partiti di centrosinistra, movimenti ambientalisti, ecologisti, Chiesa e sindacati. È quello che si è ritrovato nel centro di Lamezia per dire "no" alla guerra in Ucraina. Un sit-in di ferma condanna contro l'invasione della Russia così come nelle stesse ore accade in tantissime piazze d'Italia.
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"Nessuno ha diritto a minare la libertà e l'autodeterminazione dei singoli Stati". "Siamo qui per manifestare pacificamente, chiediamo a tutti di mobilitarsi per sostenere la società civile pacifista in Ucraina e in Russia, per arrivare a una cessazione delle ostilità". Alcuni dei commenti ricorrenti fra i partecipanti alla manifestazione. In piazza, cartelli, bandiere della pace, delle singole associazioni, slogan e canti. Una manifestazione con tante sigle e anche se col tempo incerto, segnato dal ritorno del freddo e della pioggia, ha visto la partecipazione di cittadini lametini sotto il simbolo della pace. Presente anche una nutrita rappresentanza ucraina che ha intonato l’inno nazionale. Molti i messaggi letti, inneggianti alla pace, i canti e gli slogan contro la guerra.

Comunità lametina si è stretta attorno a quella ucraina
Messaggi ripresi e ribaditi anche dagli organizzatori della manifestazione. Per Marco Grande della Cgil "l'iniziativa promossa è un segnale di pace, la guerra non è mai una soluzione democratica, ma una sconfitta e speriamo in un immediato cessate il fuoco e nella ripresa del dialogo e dell'azione diplomatica". Nino Campisi di Pax Christi ha stigmatizzato "l'aggressione all'Ucraina. Siamo qui come accadde in tante piazze d'Italia a testimoniare la nostra vicinanza al popolo ucraino. Noi siamo per il disarmo totale e il prevale della pace".
Presenti anche il deputato di Cinquestelle, Giuseppe D'Ippolito. "Abbiamo tutti il dovere - ha sottolineato - di intervenire per bloccare la follia espansionistica e distruttiva di Putin. Subito sanzioni internazionali, ma pensiamo anche ad un Piano europeo di accoglienza per i rifugiati che in queste ore, in centinaia di migliaia, stanno scappando dai territori in guerra". Altro punto importante, evidenziato di partecipanti, quello di "garantire assistenza umanitaria alla popolazione coinvolta dal conflitto. Il momento è drammatico e occorre sostenere con tutti i mezzi necessari la popolazione inerme". Una manifestazione "sentita" dalla comunità lametina che si è stretta attorno a quella ucraina presente in città nella speranza di poter vivere giorni sereni e ritornare presto alla normalità.
Al sit-in hanno aderito, oltre a Pax Christi Punto Pace di Lamezia, Azione cattolica diocesana; Anpi-Lamezia Terme; Cittadinanzattiva; Masci Lamezia T. 2 “Don Pasquale Luzzo”; Associazione Non Una Di Meno; Associazione culturale Il Chiostro; Primavera della Calabria; Delta; Consulta diocesana Aggregazioni laicali; Partito della Rifondazione comunista; Lamezia Bene Comune; Associazione Domus Bethaniae, Associazione e Sancta Lucia. E poi ancora, Cgil, Cisl, Uil, Pd, Cinquestelle, Nuova Era, Progetto Sud, Federazione pensionati Acli, Arci, Lega Ambiente, Italia Nostra, Associazione malati cronici, Lamezia rifiuti zero. Amo Lamezia, Ambulatorio Solidale Prima gli Ultimi, Rete Civica Lametina.
Antonio Cannone












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