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Lamezia Terme - Inaugurato questa mattina, il Festival della Scienza, in mezzo ad una marea di giovani, la manifestazione promossa dal liceo Scientifico Galilei è giunta quest’anno alla sua quarta edizione. Si preannuncia già un grande successo di pubblico, curiosi e potenziali futuri studenti che si affacceranno nelle aule della scuola trasformate per l’occasione in laboratori, per conoscere e toccare con mano le attività quotidiane del liceo. “Il festival nasce con l’intenzione di far vedere come la scuola lavora - ha spiegato la dirigente Teresa Goffredo nel suo discorso inaugurale - per far conoscere al territorio qual è la nostra mission. Il liceo scientifico è una scuola eclettica di per sè, ma con questa manifestazione vogliamo incuriosire gli studenti, fare in modo che si appassionino allo studio.”

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Alla cerimonia di apertura partecipazione corale delle istituzioni a supporto della Lamezia che verrà e che si plasma soprattutto attuando pratiche di buona scuola per coloro che saranno la società del futuro: presenti il sindaco Paolo Mascaro, il corpo dei carabinieri in rappresentanza del comandante dei Carabinieri di Lamezia Massimo Ribaudo, il vice commissario di Polizia Maria Gaetana Ventriglia, il Vescovo Emerito Monsignor Vincenzo Rimedio. Coinvolte per questi cinque giorni ben trenta classi e tutte le scuole medie del circondario. I ragazzi del liceo, supervisionati dai loro professori si sono cimentati in esperimenti di ogni tipo dalle dissezioni anatomiche fino alla realizzazione di videogiochi Java passando per esperimenti di chimica, fisica e robotica. Il liceo scientifico è una scuola improntata principalmente sulle scienze matematiche, ma il festival non ha voluto tralasciare alcun tipo di materia.

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Un’attenzione particolare è stata riservata anche alle scienze linguistiche.  In mattinata, infatti, si è tenuta una importante lectio magistralis del professor Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca alla quale hanno partecipato gli alunni delle terze classi dell’istituto comprensivo Ardito-Don Bosco; incontro accolto con soddisfazione dal preside Lorenzo Benincasa che si è detto entusiasta di poter essere parte della costruttiva sinergia tra le scuole del territorio.  L’illustre linguista Francesco Sabatini, in una lunga disamina sull’origine della lingua parlata e scritta e sui meccanismi che hanno portato nostro cervello ad elaborarne i codici, ha chiamato in causa il filosofo svedese Carlo Linneo, padre della moderna classificazione degli organismi viventi. Linneo, fu il primo ad includere l’uomo nella specie animale, pur ponendolo al vertice della piramide, il primo a tirare fuori la definizione di Homo Sapiens, che deve essere letteralmente tradotta come “uomo che conosce”. Da qui il passaggio fondamentale, il salto che dal mondo naturale, dei sensi, ha portato l’uomo all’esigenza di comunicare e pensare con precisione idee e concetti elaborati e ad avere la necessità di creare un linguaggio preciso ed elaborato che abbiamo bisogno di conoscere, decifrare, ed insegnare al nostro cervello: la scienza del linguaggio, la grammatica. “Bisogna saper leggere e scrivere bene” - ha detto il professore. Ed in un mondo sempre più volto all’analfabetismo funzionale, imparare bene la lingua madre, sembra essere sempre più una necessità primaria.

Dora Coscarelli

 

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