
Lamezia Terme - Un segno importante di crescita e riscatto per l’intero territorio e l’inizio di un percorso di solidarietà e speranza: questo ha significato l’inaugurazione dello stabile in via Raffaele, confiscato alla criminalità organizzata, che da oggi diventa “Ostello della Carità”, andando a realizzare una parte consistente del progetto portato avanti dalla Caritas diocesana in occasione del Giubileo della Misericordia. Il progetto, denominato “Costruire speranza”, è indirizzato, secondo il direttore Caritas Padre Valerio Di Trapani, a “gruppi di giovani che vogliono vivere esperienze di volontariato e percorsi di servizio in questo territorio dicendo no a modelli di vita criminale”. Il piano terra dello stabile sarà adibito ad attività pastorali di formazione e animazione e all’accoglienza dei giovani – già previsto in agosto l’arrivo di un gruppo da Mantova – mentre il piano superiore sarà adibito all’ospitalità di un piccolo numero di richiedenti asilo, nell’ambito di un progetto di accoglienza diffusa – presente, a questo proposito, il responsabile nazionale dell’area immigrazione Caritas Oliverio Forti.

“In un territorio che viene spesso ricordato per altri fatti ci sono invece grandi segni di civiltà, spesso assenti in altri territori dove non ci sarebbe bisogno di confische”, ha detto Forti, dichiarandosi più volte emozionato di fronte a quest’iniziativa e al suo significato. Tangibile l’emozione anche nel discorso del Vescovo Cantafora, che ha ringraziato la Conferenza Episcopale Italiana, il sindaco Mascaro, i responsabili Caritas e tutti coloro che si sono spesi per la realizzazione del progetto, non in ultimo i volontari: “La risorsa positiva di questo territorio – dice Cantafora – sono i giovani, che non devono essere assoldati o strumentalizzati da nessuno. È facile fare la valigia e andare via, ma Lamezia va amata”. Un riferimento finale di gratitudine da parte del vescovo va anche al “clero giovane”, foriero delle “idee buone” che “ci hanno portato qui”. Notevole senza dubbio anche lo sforzo dell’amministrazione. “Nel Marzo del 2016 – racconta il sindaco Mascaro – arriva una comunicazione dell’organizzazione nazionale per i beni confiscati che chiede se c’è interesse da parte del comune all’acquisizione di questo bene. A seguire la manifestazione d’interesse, il trasferimento del bene, il bando pubblico, l’aggiudicazione alla Caritas per 30 anni, l’inizio dei lavori e oggi l’inaugurazione. Il tutto in circa 15 mesi. E’ come se la Volontà Divina avesse attivato una sorta di corsia preferenziale”. La cosa avviene a seguito dell’interruzione del progetto per il “Villaggio della Carità”, interessato novembre scorso dal rogo ad opera di ignoti, che per cause di sicurezza sismica non potrà più essere ubicato nel terreno precedentemente adibito. Parte dei fondi che avrebbero dovuto essere impiegati là sono stati usati per la ristrutturazione dell’immobile confiscato, vandalizzato e in condizioni fatiscenti, per il quale sono stati spesi complessivamente 90.000 euro. “C’è qualcuno che distrugge sogni – dice Padre Di Trapani – e c’è qualcuno che proprio da chi li distrugge sa ripartire.”
Giulia De Sensi
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