
Lamezia Terme - Sarà a disposizione da oggi, all’ospedale di Lamezia presso il Tribunale dei diritti del malato, nell’area degli ambulatori, un servizio sportello informativo gratuito dedicato ai malati di Fibromialgia. Mentre gli ambulatori chiudono uno dopo l’altro e la sanità regionale verte in una situazione gravosa, le associazioni riescono in qualche modo a sopperire ad alcune gravi mancanze facendo rete: è infatti, grazie all’associazione Aisf (associazione Italiana Sindrome Fibromialgica) di Cosenza, all’associazione "Malati cronici" e al "Tribunale dei diritti del Malato" in collaborazione con il reparto di Neurologia dell’ospedale che tutto ciò è stato possibile. A tutti loro è andato il plauso del consigliere comunale Annalisa Spinelli e del sindaco Paolo Mascaro, presenti alla giornata di inaugurazione.
“Tanto è importante il supporto delle associazioni, tanto è lontano dalle esigenze dei cittadini il lavoro di chi gestisce la sanità con totale menefreghismo - ha detto Mascaro - . Vertiamo in una situazione disastrosa: il 118 non può attualmente garantire il soccorso se si dovessero verificare due episodi di emergenza in contemporanea. Si dice poi pronto in prima linea, insieme ad una delegazione di 21 sindaci per dire basta a questa situazione. Ambulatori di eccellenza che chiudono nell’indifferenza dei commissari, guardie mediche e reparti che cadono sotto la scure di tagli: abbiamo ampiamente superato i limiti”.
L’obiettivo dello sportello, già attivo a Cosenza da anni, è quello della condivisione delle informazioni sulla patologia: è importante infatti creare rete tra le persone per rendere noto l’iter per poter gestire al meglio la malattia. La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso, disturbi del sonno, disfunzioni cognitive, affaticamento e alterazione dell’umore. Affligge circa il 2-3% della popolazione e può essere considerata una malattia di genere poiché l’incidenza è prevalentemente femminile. Il dolore cronico persistente che la maggior parte dei pazienti lamenta, diffuso in tutto il corpo, può essere a volte invalidante. Nonostante questo, la sindrome Fibromialgica manca di alterazioni di laboratorio e di marcatori specifici perciò la diagnosi può essere fatta solamente facendo riferimento ai sintomi. Ciò l’ha resa una malattia poco riconosciuta e difficile da individuare, tant’è che per anni i pazienti venivano spesso considerati dei malati immaginari. Tutt’oggi le persone affette da questa sindrome non sanno bene quale sia l’iter per affrontare la malattia.

“Lo scopo di questo sportello informativo - ha detto la referente Regionale Aisf di Cosenza la dottoressa Dosolina De Rose, - è quello di accogliere le persone e dare loro delle indicazioni e di organizzare incontri formativi e informativi. Ha poi illustrato il lento percorso di riconoscimento della patologia che viaggia su due binari, quello nazionale e quello regionale: il 15 luglio 2019, la terza commissione regionale approvava all’unanimità la mozione per il riconoscimento della malattia; ciò significa esenzione dal pagamento del ticket, continuità terapeutica, istituzione di un registro regionale. La nostra speranza sarebbe quella di poter godere anche delle eccellenze mediche del territorio”.
Ma nonostante i passi avanti fatti dalla ricerca, ancora oggi si tende a pensare che “la fibromialgia sia una patologia immaginaria, o succede spesso che i fibromialgici siano additati come depressi - a spiegarlo è il reumatologo Bruno Lucchino, dottorato di ricerca in "Innovations in immuno-mediated and hematological disorders", dell'Università La Sapienza di Roma, medico specialista all’Umberto I, di Roma, che ha spiegato che solo negli anni novanta è stato reso noto un metodo di classificazione della malattia, oggi poco in uso, tramite l’individuazione dei Tender Points, ovvero dei punti nevralgici in cui tende a localizzarsi il dolore. - Dal 2010 abbiamo nuovi criteri diagnostici - ha continuato Lucchino - che si basano sull’indice del dolore diffuso e sulla valutazione di altri sintomi come l’astenia e i disturbi del sonno. Per quanto riguarda il trattamento che può essere farmacologico o meno, - si utilizzano farmaci antidepressivi che agiscono modificando i recettori del cervello, è molto efficace anche la medicina complementare ad esempio l’uso di cannabis terapeutica, l’idroterapia e l’agopuntura, ma ciò che ci fa riscontrare un miglioramento del 65% è l’esercizio fisico aerobico”. Molto importante è anche mantenere una corretta alimentazione per tenere a bada le infiammazioni, lo ha spiegato la biologa nutrizionista Valeria De Luca che ha parlato appunto di dieta antinfiammatoria a basso indice glicemico ed insulemico che tenga anche conto delle carenze vitaminiche e di eventuali integrazioni necessarie.
“Tutto passa dall’infiammazione che viaggia attraverso il nostro tessuto adiposo - ha chiarito la dottoressa Caterina Ermio, dirigente neurologa all’ospedale di Lamezia - è un circuito che si attiva e mantiene sostenuto il dolore cronico, è importante mantenere un corretto regime alimentare, ma anche condurre uno stile di vita lontano dallo stress”.
Dora Coscarelli

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