
Lamezia Terme - Un incontro pubblico che ha unito varie realtà associative della città all’insegna della memoria, dell’impegno, della partecipazione, si è svolto al Civico Trame di via degli Oleandri nel trentesimo anniversario dalla scomparsa di Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, in un 24 maggio che si candida a diventare, per la città di Lamezia, giorno del ricordo delle vittime innocenti di mafia. Ne hanno discusso i rappresentanti della Fondazione Trame, dell’Agesci, dell’Associazione Antiracket, insieme ai familiari delle vittime e ad alcuni parroci della Diocesi – don Pino Angotti e don Vittorio Dattilo – che hanno portato il saluto del Vescovo, il quale, nonostante sia impegnato a Roma, non ha mancato di esprimere il proprio plauso per l’iniziativa.

L’incontro, moderato da Laura Fazzari, è stato introdotto dal reading dell’attore Achille Iera, che ha interpretato un brano scritto da Fabio Truzzolillo, in cui in maniera eloquente e quasi lapalissiana viene rievocata la vicenda dei due netturbini, la loro vita e la loro storia completa di retroscena, inquadrandola in un background storico e culturale altrettanto eloquente: un comune sciolto per mafia, le elezioni appena avvenute, l’intento di qualcuno di lanciare un segnale forte di avvertimento e di minaccia, perché quello della gestione dei rifiuti è un affare che fa gola a molti, troppi palati ingordi. Ne pagano le conseguenze due innocenti: un padre di famiglia quarantenne e un giovane capo scout di 28 anni, che quella mattina, per il colmo degli sfregi, si trovavano lì per caso, per un cambio di turno imprevisto.
“La ‘ndrangheta ci ruba i ricordi” dice Giovanni Tizian, nuovo direttore artistico di Trame Festival, dopo la toccante testimonianza di Stefania Tramonte, figlia di Francesco, e aggiunge: “La giustizia non è vendetta ma ricerca della verità, una verità che serve per rivivere in pace i luoghi dove sei nato e cresciuto, senza doverli dividere con chi delinque. Per questo vogliamo batterci per la riapertura del caso, chiedere alla Procura Antimafia di ripartire, stimolare la Magistratura a indagare, cercando voci che possano aggiungere a questa storia i tasselli mancanti”.

È dello stesso avviso Maria Teresa Morano dell’associazione Antiracket, che pone l’accento sull’istituzione ufficiale di una giornata del ricordo, rispetto alla cui formalizzazione si attende risposta da parte della Commissione straordinaria. Riflettono sulla necessità di un cambio di mentalità i rappresentanti della Chiesa, don Vittorio in particolare, che sottolinea come alcuni atteggiamenti di superstizione, corruzione, clientelismo siano diffusi e denuncino la ricerca di “scorciatoie” con la stessa radice culturale del fenomeno mafioso. È necessario educare le nuove generazioni, un compito di cui si fa carico l’Agesci, con i suoi rappresentanti di zona Gisella Ferraro e Giovanni Bevilacqua, ma anche la Fondazione Trame, rappresentata da Cristina Porcelli. E proprio ai giovani è stato affidato il compito della piantumazione di due alberi in ricordo di Francesco e Pasquale, in un giorno carico ormai non solo di dolore ma anche di profonda speranza.
Giulia De Sensi
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