
Lamezia Terme - Dopo il varo dell'ultimo Dpcm non è ancora chiara quale sarà la linea adottata nell'ambito scolastico, soprattutto negli Istituti superiori per quanto attiene l'ingresso posticipato "imposto" alle 9 e le conseguenti determinazioni che dovranno essere intraprese dai dirigenti scolastici. E questo perché si è in attesa di ciò che i Sindacati della scuola, nelle prossime ore, proporranno al Governo e anche a Lamezia si attendono gli esiti degli incontri romani. Tutti gli Istituti scolastici cittadini proseguono la loro attività con l’orario tradizionale di inizio anno e con tempi già stabiliti per lo svolgimento delle lezioni. Sulla delicata questione, il Lametino.it ha raccolto alcuni pareri portati a sintesi da due dirigenti scolastici. Per Simona Blandino dell'Istituto tecnico economico "De Fazio", la proposta dell'ingresso alle 9 "non appare calzante con quello che riguarda la nostra realtà che peraltro è paracittadina, nel senso che noi rappresentiamo il centro di un bacino di utenza che si muove attraverso mezzi che sono soggetti alla Regione, che sono soggetti ad orari, a società che devono assumere personale. Mezzi che, allo stato, per quello che mi risulta, sono pure congestionati esclusivamente da ragazzi. Quindi non è un mezzo pubblico che trasporta lavoratori. Questo ho recepito e raccolto dai miei studenti, in alcune situazioni".
Lei esprime perplessità anche per via di orari ormai consolidati e che è meglio non intaccare?
"Guardi, io onestamente l'idea di farli arrivare alle 7,45 di mattina per lasciarli bivaccare fino alle 9, magari sotto la pioggia, nei bar con la possibilità che si ammalino, che prendano un raffreddore e poi comunque devono stare a casa o, nella peggiore delle ipotesi contraggono il virus, sinceramente non la vedo una cosa cesellata appositamente per la nostra realtà. Per certi versi è più sicuro quando sono dentro l’Istituto. Questa prescrittività penso che non rappresenti per le scuole qualcosa di fattibile. Inoltre, c'è da dire che noi abbiamo docenti in compartecipazione con altre scuole, e non tutte le scuole adottano la stessa tipologia di orario. Si capisce che si pone il problema della costruzione dell'incastro dei docenti. I pullman attualmente arrivano sempre ad un orario, non è che il Dpcm mi sta dicendo dalle 8 alle 9 devono arrivare i pullman e quindi c'è questo scaglionamento. Mi sta obbligando a rivedere tutto il mio assetto, fatto peraltro con tanta fatica. Cosa devo dire? A mio avviso l'apertura alle 9 non ha alcun senso; è come adesso alle 8,00. Che cambia? Avrò un flusso di ragazzi in giro per Lamezia. Comunque sia non aiuta a contenere la virulenza, il contagio".
Altro Istituto con rilevante numero di studenti, il Polo tecnologico intitolato a Carlo Rambaldi che accentra tre diversi indirizzi.
"Noi - dichiara la dirigente, Roberta Ferrari - fin dall'inizio abbiamo gli alunni in presenza con ingressi scaglionati. Per quanto riguarda il Dpcm che parla di ingresso non prima della 9, sono rimasta un po' perplessa, perché fanno le disposizioni per i grandi centri urbani ma non per leperiferia. Noi abbiamo una buona parte di alunni che arrivano dai centri limitrofi; ovviamente ci aspettiamo - e saremo noi a sollecitare sentendoci fra dirigenti - quale tipo di organizzazione intendono dare ai trasporti, la Provincia o la Regione. Se loro ci dicono di garantire più fasce orarie, allora ha senso scaglionare gli ingressi e posticiparli dopo le 9. Ma se i trasporti rimangono gli stessi, io non posso lasciare gli alunni fuori dalle 8 e poi dico però di entrare alle 9. Così come il discorso del pomeriggio, Noi siamo disponibili a qualsiasi tipo di organizzazione per combattere l'epidemia, limitare i contagi. Però deve esserci una logica nell'organizzazione".
In questo momento la didattica è in presenza?
"Si si, dal primo giorno, abbiamo predisposto tutte le classi per essere casomai già pronti anche a turni pomeridiani e questo anche grazie ai lavori effettuati dalla Provincia. Anche se la didattica a distanza ha un valore fino a un certo punto, perché poi qua ci sono le ore di laboratorio che sono fondamentali. Bisogna prevedere comunque eventualmente turni in presenza. Problemi di aule non ne abbiamo dopo l'ampliamento di tanti spazi. Siamo in contatto continuo con l'Asp per sapere se si presentano situazioni da monitorare e anche per chiedere consigli, chiarimenti e quant'altro". Insomma, si è in attesa della decisione definitiva che non potrà non tener conto delle sollecitazioni che provengono dai dirigenti, chiamati come ormai accade dall’inizio della pandemia, a rispondere di problematiche che vanno ben oltre le loro funzioni.
Antonio Cannone
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