
Lamezia Terme – È confermato, in un 2021 ancora pieno di interrogativi, lo svolgimento del Festival Trame 10, se pure in edizione lievemente ridotta, e posticipato rispetto alla data abituale. La manifestazione, infatti, non avrà luogo in giugno ma dal primo al 5 settembre, in modo da far sì che gli eventi possano essere organizzati in maggiore sicurezza e tranquillità, e soprattutto possano essere in presenza. Il programma, ancora da definire nei particolari, sarà reso noto nei prossimi giorni dalla Fondazione, impegnata nella difficile selezione delle pubblicazioni più significative dell’anno, ma molte novità sono già sul piatto.
"Un territorio dopo essersi difeso può anche riscattarsi"
Il Festival quest’anno avrà come tema una parola legata a doppio nodo non solo alla lotta alla ‘ndrangheta ma anche alla drammatica situazione del paese: “Resistere”.
“Non si tratta solo di un termine di difesa ma anche di rinascita, significa che un territorio dopo essersi difeso può anche riscattarsi” dichiara il nuovo direttore artistico Giovanni Tizian che si unisce ai ringraziamenti di Maria Teresa Morano e Cristina Porcelli nei confronti del direttore delle passate edizioni Gaetano Savatteri, che accompagnerà comunque il Festival nei suoi sviluppi futuri dopo averlo fatto crescere. Una crescita che lo porta quest’anno ad essere inserito nel circuito nazionale “Piazza Dante”, una rete di 43 diverse manifestazioni che, in occasione del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri, inseriranno nel proprio calendario un evento dedicato al Sommo Poeta. Nel caso di Trame quest’evento, inserito nella serata “Trameinscena” e ispirato all’Inferno Dantesco, è stato scritto appunto dallo stesso Savatteri. Inoltre, Trame da quest’anno implementerà una rete con le librerie calabresi, indipendenti e non, per arrivare anche nei centri più piccoli della regione, e attiverà laboratori di giornalismo con l’intervento del quotidiano nazionale “Il Domani” di cui Giovanni Tizian fa parte in modio da creare le basi per un modello d’informazione che non lasci la regione isolata, facendo arrivare altrove le storie e le voci di denuncia provenienti dal territorio. E a queste storie di persone comuni il Festival darà spazio maggiore quest’anno, per infrangere il luogo comune dell’invincibilità del fenomeno mafioso. Tizian ribadisce a questo proposito il proprio impegno di verità perché sia fatta giustizia delle vittime innocenti di ‘ndrangheta, “non solo Cristiano e Tramonte, ma tutte le persone comuni che sono morte facendo il proprio lavoro”.
Giulia De Sensi
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