
Lamezia Terme - La preoccupazione si trasforma in preghiera nella cappella che fa parte della parrocchia della Pietà, dove oggi pomeriggio la nutrita comunità ucraina della città si è riunita per raccogliersi idealmente attorno al proprio popolo, ai propri affetti lontani ma simbolicamente vicini in queste ore cariche di paura dopo l'operazione militare messa in campo dalla federazione russa.
Sotto la guida di padre Damian - anch'egli di origine ucraina - la comunità oggi ha pregato, si è stretta in un pensiero che inneggia alla pace e alla conciliazione. "Sono qui a Lamezia da 20 anni - confessa Olga - nel mio paese vivono mio marito, mio figlio e il nipotino. Per fortuna stanno bene ma hanno paura per quel che può accadere. Faccio la badante da tanti anni qui a Lamezia e mi trovo benissimo in Italia. Siamo un popolo amorevole e laborioso e ci auguriamo con tutto il cuore che possa tornare la pace nelle nostre città lontane". E di storie come quella di Olga ce ne sono tante nella chiesetta messa a disposizione da padre Giancarlo Leone: "A Lamezia diciamo grazie per averci accolto, preghiamo insieme per superare questi giorni di dolore e preoccupazione".




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