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Lamezia Terme - “La creatività femminile non è soltanto produzione artistica, ma anche capacità di generare visione, relazioni, trasformazioni. Una forza spesso silenziosa, ma profondamente incisiva, che prende forma nei gesti, nelle idee, nei linguaggi e nelle opere”. Ha introdotto così la dott.ssa Teresa Notte, presidente della Fidapa Lamezia, l’evento “Donne: creatività e bellezza”, che si è svolto presso il Chiostro Caffè Letterario “San Domenico” a Lamezia Terme. Nella prima parte dell’incontro si sono registrati gli interventi della psicologa Alessia Di Serio, che ha relazionato su “La creatività femminile: intuizione, trasformazione e generatività”, e dell’architetto e docente di arte Nadia Rocchino, che ha focalizzato l’attenzione sul seguente tema: “Dare stile al caos”. “Le due relatrici - ha sottolineato la presidente Fidapa - ci aiuteranno a comprendere il significato più ampio della creatività femminile: da un lato come esperienza umana, personale, intima e relazionale, dall’altro come espressione artistica capace di dare forma alla bellezza”.

“Oggi trattiamo il concetto di creatività nel femminile – ha spiegato la psicologa Alessia Di Serio - come una forma che non riguarda il talento, unico e raro, che di solito noi associamo agli artisti, ma come una risorsa umana che è profondamente incarnata dentro di noi; perché la creatività non è soltanto creare un’opera o un gioiello ma serve a generare delle nuove possibilità. Anche perché dal punto di vista psicologico la creatività è un concetto che va ad identificare le azioni nuove, le soluzioni che noi riusciamo a trovare di fronte a dei limiti che troviamo nella vita”. “Alla base della creatività – ha proseguito la psicologa Di Serio – ci sono degli elementi fondamentali: l’intuizione, la relazione e la flessibilità. Fattori che le donne hanno sempre sviluppato nel corso del tempo perché si sono trovate all’interno di una società che ha posto alle stesse dei vincoli e delle rigidità sia a livello sociale che familiare”. “Il processo creativo – ha tenuto a sottolineare la psicologa – ha inizio anche in momenti di smarrimento e perdita. La sofferenza, da sola, non porta a questo precesso creativo, però è una risorsa, perché ci fa guardare dentro, ci fa fare delle domande e ci fa trovare un linguaggio nuovo, che può dare forma alla sofferenza e canalizzarla con un percorso di trasformazione”.

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L’architetto e docente di arte Nadia Rocchino ha spiegato il significato tema del suo intervento: “Dare stile al caos”. “Il titolo – ha affermato - è ispirato da una citazione di Pier Paolo Pasolini. Con le parole comunica visivamente quello che effettivamente è il processo creativo. Dalla conoscenza del mondo, noi districhiamo tutta la confusione, il caos di ciò che ci circonda e riusciamo, poi, a trovare delle traiettorie per capire in che modo noi possiamo trasformare il mondo, in una maniera unica e personale. Questo significa dare stile al caos, cioè dal caos di questa globalità trovare una via unica e originale”. “Il primo aspetto da raggiungere, prima di poter creare qualcosa di nuovo, è dare chiarezza alle cose. Questo - ha continuato la docente di arte - è un aspetto che si raggiunge, secondo me, esclusivamente imparando a guardare le cose da punti di vista diversi. Come diceva Franco Bolelli: guardare il mondo da un metro sopra. Perché forse ci dà la giusta misura delle cose”.

Nella seconda parte dell’incontro si è passati, come ha spiegato la presidente Fidapa Teresa Notte, “dalla riflessione all’esperienza diretta”. “La creatività – ha precisato - prende forma concreta nella moda, nell’arte, nell’artigianato”. Il tema scelto è d’altronde molto esplicito: “La bellezza è il modo in cui la creatività prende forma”. Un momento caratterizzato da sfilata di abiti della Sangermano Collection, da una mostra di quadri di Mara Leone, Adriana Adamo e Rossana Gambino, e dall’esposizione di manufatti di Giovanna Caparello e Adriana Adamo, Graziella Cantafio, Maria Antonietta Caputo, Mary Contaldo, Ornella Fiorenzo, Lisetta Moschetti, Grazia Soriano.

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