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Lamezia Terme - Una giornata internazionale del rifugiato festeggiata con una partita quella che si sono trovati a vivere i giovani giocatori provenienti dalle più svariate parti del mondo che si sono amichevolmente affrontati presso il Campo sportivo Diocesano “don Luigi Gonzaga”, nel primo step di una due giorni organizzata con Caritas Italiana. E “amichevolmente” non è solo un modo di dire calcistico, considerando il clima di vera condivisione e gioia, specchiato dai volti di questi ragazzi.

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Quest’anno, in cui cade il 70esimo anniversario della Convenzione di Ginevra relativa allo status del rifugiato, si raccolgono in Diocesi i primi frutti del progetto APRI (Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare) promosso da Caritas e voluto con convinzione dallo stesso Pontefice, che ha consentito fra l’altro ai più giovani di beneficiare del supporto di famiglie tutelari che li hanno accompagnati e supportati nel percorso di integrazione: un percorso che, grazie al campetto e alle attività gestite dalla Diocesi, passa anche dallo sport. Ne ha parlato prima della partita, di fronte ai giocatori schierati, la tutor del progetto APRI e rappresentante di Caritas Italiana Valeria Mele, concludendo con un auspicio: “Vi auguro dopo questo anno così difficile di trovare accoglienza, una casa nel posto nuovo dove avete scelto di vivere, e una nuova dimensione, con accanto persone che vi supportino nei vostri percorsi: una nuova casa, e una nuova vita”.

L’incontro si è aperto con una preghiera interreligiosa scritta da Papa Francesco e guidata da don Fabio Stanizzo che ha ricordato come “tutti invochiamo uno stesso Dio”. Subito dopo un accompagnatore di lingua araba ha recitato una piccola preghiera islamica augurando ai ragazzi “di giocare senza farsi male, e di essere accompagnati da Dio in questa partita”, che già di per sé è un segno di rinascita.

Giulia De Sensi

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