
Lamezia Terme - Gli studenti dell’Einaudi insieme al personale tutto si unisce al popolo ucraino per le sofferenze, affermano: “che sta vivendo in seguito all’invasione subita e che ha scosso il mondo intero, invasione che non è iniziata il 23 febbraio scorso, ma è il risultato di anni di conflitto e di scelte scellerate che avevano già prodotto circa 20.000 morti soprattutto tra i più giovani. Noi crediamo fermamente che la guerra non sia la soluzione ai problemi geo politici delle nazioni così come la storia passata e recente ci - aggiungono gli studenti - insegna, anzi crediamo fortemente che ogni paese debba essere libero e democratico nelle scelte che lo riguardano”.
E, proseguono: “negli ultimi due anni il mondo ha dovuto combattere contro un nemico invisibile, il subdolo Covid-19 che ha provocato oltre a perdite umane anche pesanti ripercussioni economiche e sociali. Nel momento in cui sembrava di aver conseguito un’importante vittoria che ha permesso al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, di annunciare l’imminente fine dello stato di emergenza, vedendo la luce in fondo al tunnel, si è sprofondati nuovamente nel baratro della paura e dell’angoscia. Paura e angoscia che abbiamo già sperimentato quando ci è stato impedito di stare insieme ad amici e parenti e quando siamo stati privati della vita a scuola, nelle nostre classi e con i nostri compagni e prof. È anche per questo motivo che siamo particolarmente vicini ai nostri compagni studenti ucraini che sono costretti a rinunciare alla quotidiana attività scolastica e a cercare rifugi sicuri per salvarsi la vita al punto che le mamme hanno cucito sugli abiti dei figli il gruppo sanguigno. Ciò che auspichiamo per i nostri fratelli e sorelle ucraini, e anche per noi, è di poter realizzare i nostri sogni e il nostro futuro che non debbano comprendere morte e distruzione che la guerra inevitabilmente genera”.

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