
Lamezia Terme – “Bisogna agire nella legalità, perché corruzione e infiltrazioni mafiose sono le prime cause che impediscono lo sviluppo della Calabria”. Così l’ex ministra per i Rapporti con le regioni del governo Renzi, Maria Carmela Lanzetta ospite questa mattina all’incontro, "Il futuro dei giovani in Calabria", tenutosi al liceo Scientifico.
Oltre l’ex ministro Lanzetta, che dopo le sue dimissioni da ministro ribadisce fermamente il suo no all’offerta fattagli per entrare in giunta, presenti anche: il sindaco Gianni Speranza; il presidente della provincia di Catanzaro Enzo Bruno e il vescovo Luigi Cantafora. Ad aprire i lavori è il preside del ‘Galilei’ Caterina Calabrese: “Oggi parleremo con l’ex Ministro riguardo i problemi della nostra città, che il rapporto Swimez ha etichettato in modo negativo, assegnando alla Calabria il ‘bollino rosso’ e perdendo in contemporanea un importante tassello, con la sua rinuncia, a ricoprire l’importante incarico. La crescita parte dalla cultura che coinvolge i giovani”.
Nel suo intervento la Lanzetta ha detto: “Da oggi non sono più Ministro e ho anche rifiutato l’incarico di entrare in Giunta regionale, stante le problematiche prospettatesi, anche se si sarebbe potuto intervenire sui diversi problemi che io ho riscontrato con le mie tappe istituzionali fatte nel territorio calabrese. Le regioni del sud sono quelle che presentano le maggiori problematiche, specialmente in Europa. La crisi occupazionale ha accentuato il flusso delle giovani menti che, non trovando occupazione in Italia e specialmente al sud sono state costrette a trovare prospettive di lavoro nelle altre nazioni europee.

Sono d’accordo che i giovani vadano fuori la Calabria o all’estero per specializzarsi ma, mi auguro anche che, con le specializzazioni acquisite, questi rientrino, e portino il loro rinnovato bagaglio culturale, migliorato, al sud, però bisogna dare loro questa opportunità” - continuando ha aggiunto, rivolgendosi ai giovani: “Occorre fare tesoro del proprio bagaglio culturale, favorendo la valorizzazione delle ricchezze ambientali e paesaggistiche della Calabria, tutelarla nei vari aspetti sociali ed economici, creare i presupposti ed eliminare tutti gli aspetti negativi che hanno creato solo danni e disagi. Bisogna costruire con il rispetto delle regole rispettando l’ambiente.
Lo sviluppo passa dalla scuola e dall’istruzione, occorre mettere insieme le risorse che abbiamo, ciò significa mettere insieme le risorse del territorio e valorizzare i centri storici. Occorre creare i presupposti che consentano ai giovani di ritornare e mettere a frutto le loro conoscenze acquisite per lo sviluppo della Calabria”. Anche il vescovo Cantafora nel riallacciarsi alle parole della Lanzetta ed evidenziando che oggi ricorre San Giovanni Bosco, che ha dedicato la sua vita ai giovani, dice: “Il futuro è dei giovani, ma anche il presente è dei giovani. Servono appunto giovani menti, ben formate nella cultura, utili per la società che deve favorire anche il lavoro. Questo si manifesta attraverso competenza, onestà e impegno” - e riportandosi alla figura del Santo - “la sua vita è stata con i giovani e per i giovani.
Il bene comune è poi darsi all’altro, con passione senza egoismi”. A seguire il presidente della provincia Bruno, che concorda con quanto ha detto la Lanzetta aggiunge: “Non può essere sostenibile parlare di Scuola in termini di bilancio, la scuola va garantita, deve avere innovazioni ed essere potenziata. Serve politica onesta e, in Calabria, dove questa è molto importante, deve essere pulita e incorruttibile”.
Il Primo cittadino nel suo intervento sostiene: “Io sostengo che il merito non è valorizzato anche per problemi di ‘sistema di potere’, mafia, ndrangheta e malavita in genere, che provocano enormi disagi ai giovani che per trovare opportunità di lavoro devono purtroppo sottostare a condizioni incresciose determinate da un sistema, basato su conoscenze, inconcepibile in una società civile. Occorre - conclude - abolire caste e privilegi che non favoriscono un lavoro serio e danneggiano i giovani che sono costretti a trovare opportunità di lavoro fuori dall’Italia”. Durante il dibattito sono stati proiettati video e diapositive realizzati dagli alunni del Liceo con relative domande inerenti al tema.
Francesco Ielà

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