
Lamezia Terme – “È evidente che la sanità lametina sia in progressivo arretramento, persino rispetto ad altre realtà regionali già in sofferenza”. Così, in una nota, Cesare Perri, già Direttore di un Dipartimento di salute mentale con incarichi regionali per l’attuazione della riforma psichiatrica, già docente Uni-Messina e UNICAL che, sostiene: “Se da un lato è comprensibile la difesa ad oltranza da parte di alcuni rappresentanti istituzionali vicini all’attuale governance, dall'altro non saprei dire se tra i cittadini prevalga la rassegnazione, l’indifferenza o il timore di denunciare, anche quando si è in condizioni di estremo bisogno assistenziale”.
Perri, pertanto rivolte un appello alle realtà particolarmente attive nei settori sociale e sanitario, e in specie a quelle che quotidianamente svolgono un'opera di informazione e denuncia. “Nel Lametino sono registrate almeno 30 associazioni a sostegno diretto o indiretto delle persone fragili. È un vanto per il territorio, ma il loro procedere separatamente le rende ininfluenti rispetto alle "altre" forze in campo. Segnalo, in modo evidente per chiunque, la progressiva e disfunzionale centralizzazione della rete ospedaliera nei tre Hub, la privatizzazione dei servizi ambulatoriali e residenziali e lo spreco di risorse (non a beneficio degli utenti) per la costruzione di nuove strutture (come case della salute e ospedali), quando già manca il personale per l’esistente. Proprio a Lamezia questa carenza è talmente drammatica da dover costringere al ricorso di sanitari in pensione. Inoltre, con il progressivo rafforzamento dell’“autonomia differenziata”, non sarà "solo" il 40% dei calabresi a curarsi altrove, ma la maggioranza di essi, con pesanti conseguenze anche sull’indotto commerciale. Oltre alla fuga dei giovani, stiamo assistendo a quella degli anziani verso luoghi capaci di garantire una migliore assistenza. Sarei lieto se qualcuno smentisse queste osservazioni con dati credibili. Il mio, in sostanza, è un appello – scevro da ogni sottinteso partitico – alle intelligenze dei tanti generosamente impegnati nel volontariato, affinché si rendano conto dell'inefficacia delle battaglie solitarie e si facciano promotori, liberi da condizionamenti, di un fronte comune. Forse ingenuamente, immagino la costituzione formale di un'associazione delle associazioni che, pur mantenendo le specificità e le diverse responsabilità gestionali di ciascuna, possa fare massa critica”.
Secondo Perri “un passo significativo potrebbe essere la successiva individuazione di locali comuni (privati) a disposizione dei cittadini, utenti e non. In tal senso, sarei onorato di poter offrire il mio contributo, anche per la sinergica organizzazione di incontri o di uno specifico convegno. Sommessamente concludo: da medico e da semplice cittadino potrei seppellire le speranze sotto cumuli di delusioni, ma fino all’ultimo terrò vivi i sogni. E nei sogni, a volte, capita persino di strambare”.
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