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Lamezia Terme - Da Greta Thunberg ai mutamenti imposti dalla pandemia, dall’inquinamento marino alla opening innovation: sono numerosi e sicuramente attuali gli spunti di riflessione offerti dal saggio “Verso la society 5.0” scritto a quattro mani dall’esperto di sostenibilità ambientale Paolo Marraffa e dalla giornalista docente e divulgatrice scientifica Dora Anna Rocca. Il volume, uscito per l’Editoriale Delfino, è stato presentato in un incontro virtuale moderato dall’editore Andrea Ferriani, con l’intervento qualificato di relatori di calibro: l’assessore regionale all’Istruzione e alla Ricerca Scientifica Sandra Savaglio, l’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio, la presidente dell’Associazione Italiana Economisti dell’Energia Agime Gerbeti, autrice della prefazione, il docente della Pontificia Università della Santa Croce Giovanni Tridente, che si è occupato soprattutto, nella postfazione, degli aspetti etici legati all’ecologia. Presente anche con un contributo video Michela Mayer, nota per l’attività di ricerca e formazione nell’educazione e sostenibilità ambientale.

“Se si continua ad inquinare non c’è sostenibilità”, dice senza mezze misure l’assessore Savaglio, che parla di una Calabria piuttosto lontana dalla società 5.0, la smart society, che dopo la 4.0 caratterizzata dalla svolta digitale, dovrebbe essere attenta alla riconversione ecologica dell’economia e alla sua circolarità. La Savaglio racconta le difficoltà e i “cavilli burocratici” che ancora non consentono in Calabria una degna depurazione delle acque reflue, un problema proprio addirittura della società 3.0, quella segnata dall’industrializzazione, processo che qui è ancora in essere, con tutte le sue falle. Ma la transizione ecologica urge, e non ci aspetta: lo dice anche l’assessore De Caprio, che si concentra sull’applicazione della Legge per l’istituzione delle Comunità energetiche rinnovabili. “Non vogliamo che in questa regione le energie rinnovabili siano nelle mani degli speculatori, ma in quelle del popolo calabrese. Per questo è necessaria una loro gestione comunale”. L’idea di comunità orizzontale, che metta al centro l’uomo, con tutte le sue responsabilità, viene ripresa sia da Agime Gerbeti che da Giovanni Tridente, che mettono l’accento sulla complessità e sull’interconnessione dei temi trattati nel libro, e sulla necessità di informarsi per cambiare. Un concetto ampliato da Michela Mayer, che vi aggiunge una connotazione educativa dicendo che “la scuola ha il dovere di costruire futuro”. E’ decisamente politico l’intervento dell’autore: “Governi e individui sono responsabili di ciò che sta accadendo oggi nel mondo – dice Marraffa. – Avvengono continuamente ingiustizie mascherate sbandierando falsi ideali, e ci si ostina ad inquinare. Ma tutti possiamo contribuire a rendere il nostro quartiere, città, regione, paese più sostenibile”. “Della nostra regione si parla spesso e male – aggiunge Dora Anna Rocca – ma è giusto sottolineare che anche qui si lavora su certe tematiche. E si lavora sodo”.

Giulia De Sensi

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