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Lamezia Terme -  Pubblichiamo la nota di Felice Lentidoro, presidente  di Mondo Libero, che chiede la rivisitazione del progetto sui Laghi la Vota.

“Il progetto proposto dal Comune di Gizzeria per i Laghi La Vota deve essere rivisto, avendo cura di individuare le soluzioni tecniche per garantire l’equilibrio dell’intero ecosistema e recuperando le specie florovivaistiche tipiche dell’importante sito, creando un’oasi aperta ai visitatori guidati e realizzando attività di recupero di strutture edilizie esistenti per le attività ludiche e ricettive al di fuori del suo perimetro. La proposta della Sezione di Italia Nostra di Lamezia è quella di realizzare l’Oasi naturale dei Laghi La Vota da congiungere all’Oasi del Lago artificiale dell’Angitola, unite tra loro dall'unicum rappresentato dalla fascia frangivento del golfo di Lamezia. Tra l’altro come prescrive il Qtrp “nelle zone umide e lungo le coste devono essere preservate le caratteristiche sabbiose dei terreni con la conservazione integrale della fascia predunale e dunale. Per la barriere frangivento, tra cui anche le pinete, è inibita l’eliminazione o le attività che ne possano mutare il carattere paesaggistico” (art. 11, c.3).

E' questa la posizione che Mondo Libero fa propria. Gli interventi elencati impongono seri dubbi sulla qualità dell’iniziativa: un’area faunistica attrezzata con sentieri da percorrere a cavallo a piedi o in bicicletta nonché percorsi per canoa, aree pic-nic e wi-fi; un’area prevista e d’intrattenimento con impianti sportivi all'aperto, un parco per bambini, una cavea per spettacoli, un segmento commerciale e centri velici e per la pesca, oltre a centri-servizi a sostegno dell’accoglienza; infine il water-front con la costruzione di una passeggiata, un’area di servizi e parcheggi. Tutte previsioni che non si conciliano con l’obiettivo primario della tutela/conservazione dei pregi naturalistici (sia per quanto concerne la fauna che la flora) dell’importante Sito comunitario che il Quadro territoriale regionale paesaggistico intende tutelare anche con una norma specifica di divieto assoluto di edificabilità (300 metri dal confine del demanio marittimo). E' su questo che Mondo Libero, condividendo appieno quanto proposto dalla prima associazione ambientalista italiana, chiede di concentrare l’attenzione".

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