
Lamezia Terme – “È ormai un anno, il peggiore di sempre, in cui la scuola vive un periodo di terribili incertezze” è questo l’incipit di una lettera in cui una professoressa lametina, di una scuola superiore, riversa il suo sfogo in merito alla situazione che si trova ad attraversare la scuola in un periodo così delicato.
“Lo scoppio della pandemia - aggiunge - ha sconvolto la vita di tutti, ma in questo tempo sospeso, dove la sofferenza fisica e psichica la fa da padrone, dove tutto è andato a rotoli, la scuola è stata l'unica a rimanere in piedi. Con grande fatica , i docenti si sono dovuti misurare con la didattica a distanza, e quindi con la gestione di piattaforme sconosciute ai più, scoprendo ogni giorno nuove tecniche per entrare nelle case degli alunni, lottando contro le telecamere spente, ma senza mollare mai, convinti della necessità di formare tutti, anche quelli che non vogliono essere formati ....E ora, dopo un breve periodo di lezione in presenza, i cancelli delle scuole si sono richiusi, da tre mesi ormai, e le speranze dei docenti sono andate in frantumi. Quando si iniziava a vedere la luce in fondo al tunnel, un sabato sera, improvvisamente, senza logica alcuna, se non quella politica, il nostro presidente Spirli' ha usato una bacchetta magica per far ripiombare la scuola nel caos più totale....Adesso scelgono i genitori e i ragazzi, scelgono che cosa fare di questa ingombrante scuola che viene sballottata da una parte politica all'altra, scelgono che cosa fare e come condurre le giornate di lezione, se dal proprio comodo divano o magari dal lettino con il pigiamone (i ragazzi), oppure se utilizzando i poveri docenti come burattini, che gesticolano in classe davanti ad una telecamera e contemporaneamente davanti a metà degli alunni presenti....”.
E rivolgendosi al presidente ff Spirlì precisa “Caro Presidente Spirlì è a lei che dobbiamo rivolgere le nostre preghiere, noi umili servitori dello stato, docenti che "si sono riposati" in questi mesi? Bene, lei forse ha dimenticato i suoi anni passati fra i banchi, e non ha ben presente, evidentemente, il rapporto umano che lega ragazzi e docenti. Lei dimentica che la scuola è fatta di esseri umani che lavorano, che sono gli insegnanti peggio pagati dell'UE, ma che mai come adesso hanno dimostrato la propria abnegazione. Dovrebbe ricordare che questi esseri umani non sono burattini per i quali basta tirare i fili, e che questa bomba che lei ha innescato emanando un'ordinanza degna di un dramma pirandelliano, ha gettato di nuovo la scuola nel caos, sortendo l'effetto che la parte più bieca della politica si aspettava: i ragazzi sceglieranno la Dad, così accontenteremo una buona parte dei suoi elettori, e le piazze traboccheranno ogni sera dei nostri alunni in grandi gruppi , con buona pace del virus che circolerà indisturbato ! un sentito grazie dalle scuole calabresi !”.
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