
Lamezia Terme - Il comitato “ Riapriamo il carcere di Lamezia Terme” ha organizzato presso la zona antistante l’ex carcere una manifestazione di protesta per sensibilizzare la cittadinanza e fare un appello alla politica rispetto alla precaria situazione in cui si trova la struttura. “La casa circondariale – come è stato detto dai rappresentati del comitato, e letto nel comunicato ufficiale - è stata temporaneamente chiusa utilizzando il personale di polizia che vi operava per impiegarlo nel nuovo padiglione del carcere di Catanzaro Siano. Con enorme spreco di denaro pubblico, visto che i loro spostamenti da Lamezia devono essere garantiti da un servizio di navetta e autista notturno, con conseguente riduzione delle ore di lavoro effettivo, che da sei vengono praticamente dimezzate a tre, a causa del tempo perso così. La nostra struttura, riadeguata secondo le norme europee nel 2013, con una spesa di circa 400.000 euro, era stata attrezzata di una sala DNA, una sala videoconferenza con la Magistratura, docce ubicate nelle celle, e garantiva ai detenuti un buon livello di qualità della vita.”
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La casa circondariale di Lamezia Terme viene temporaneamente chiusa dal provveditore il 28 Marzo del 2014, in regime di spending review, poiché ritenuta inadeguata a ospitare il numero minimo di 100 detenuti ognuno dei quali, in seguito alla sentenza Torreggiani sulla vivibilità delle carceri e secondo quanto approvato in Commissione Europea, deve avere a disposizione un minimo di 3 metri quadri di spazio.

“ Ma il dato delle 100 unità ospitabili qui viene regolarmente rispettato – afferma l’on. Arturo Bova, autore di un’interrogazione parlamentare in proposito - I dati pervenuti al Ministero, che hanno portato alla chiusura temporanea della struttura, non sono corretti. Anche le presunte lettere di approvazione che il Sindaco avrebbe firmato non sono mai arrivate. Invece Speranza ha inviato al Ministero lettere al vetriolo per smentire la propria connivenza e far sentire la propria voce, e anche grazie a lui il Ministro ha bloccato la firma del decreto che sanciva la chiusura definitiva di questo carcere.”
Ma da allora, come protestano gli esponenti del comitato, è passato un anno, il decreto è ancora sulla sua scrivania, e il carcere è in stato di disuso. Il personale penitenziario è stato declassato a “custode” di una struttura abbandonata ed è costretto ad autogestirla occupandosi della manutenzione e della pulizia. Prima la sua gestione era, da questo punto di vista, affidata ai detenuti, azzerando lo spreco di denaro pubblico e implementando le attività di reinserimento e rieducazione. Da qui l’appello alla politica e ai sindacati, solo tardivamente intervenuti. Damiano Bellucci, esponente del Sappe, il sindacato della polizia penitenziaria, ha affermato : “la priorità è far funzionare questa struttura. Se chiude si perderà la base per ottenere in futuro la presenza di un carcere a Lamezia.”
Presenti alla manifestazione di protesta anche vari candidati a Sindaco fra cui Grandinetti, Mascaro, Ruberto e il consiglio dell’Ordine degli avvocati. Presente anche il Sindaco Speranza, il quale ha ribadito : “ Il carcere a Lamezia è un presidio di legalità. Assistiamo a una situazione paradossale, kafkiana, che dev’essere risolta.” Anche Bova si esprime in proposito dichiarando : “ Chiudere un carcere a Lamezia equivale a dare un segno di cedimento dello stato di fronte alla criminalità organizzata.” Quasi certa la convocazione a breve termine di un Consiglio Comunale per varare un decreto carcere.
Giulia De Sensi


Comitato: prossimamente attiveremo un tavolo di contrattazione con la classe politica lametina e con in sindacati
Siamo davvero molto soddisfatti del primo passo compiuto con il presidio davanti la Casa Circondariale, per la riapertura del carcere a Lamezia. I cittadini con la loro partecipazione hanno dimostrato vivo interesse, sfatando il pensiero della scarsa attenzione degli abitanti della Piana verso le vicende locali. Esprimiamo soddisfazione per l’interesse del personale della struttura, del primo cittadino, del consigliere regionale del PD Arturo Bova e di Mtl- Noi con Salvini “partner” della prima ora, che si è già impegnato di presentare in Consiglio Comunale una mozione. Ovviamente, il nostro sguardo volge al momento in cui i buoni propositi condivisi anche dai principali esponenti della politica locale, si concretizzano fino a raggiungere il target della riapertura della struttura. Prossimamente attiveremo un tavolo di contrattazione con la classe politica lametina e con in sindacati ed è solare che confidiamo in una pronta azione del PD, collocato dai cittadini alla guida delle istituzioni. Rammentiamo che Lamezia non può, quindi, permettersi di perdere un presidio di legalità e non può certo essere “vittima” di uno scambio mai realizzato: spostare gli uffici del Provveditorato regionale nella Piana. Ad un anno dalla chiusura della Casa Circondariale restano senza risposte molti quesiti e c’è più di qualcuno che deve portare luce sulla vicenda. Inoltre, auspichiamo anche la partecipazione dei comuni del lametino, che non sono certamente estranei alla vicenda. Siamo convinti che questa chiusura anomala sarà presto sanata, anche per via dell’impegno preso dinanzi i lametini da esponenti politici al governo della Piana e della Regione. Ringraziamo e ci scusiamo se non nomiamo tutti i rappresentati politici, istituzionali il personale del carcere e anche i sindacati”.
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