
Lamezia Terme - In occasione dell’anniversario della scomparsa del Sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, si è tenuta, presso la Cattedrale SS. Pietro e Paolo, la messa in suffragio presieduta dal vescovo emerito monsignor Vincenzo Rimedio e, a seguire, la deposizione della corona al valore civile presso la lapide in marmo posta alla memoria dei coniugi Aversa, uccisi in un agguato di 'ndrangheta il 4 gennaio del 1992, nell’area antistante l’ex Commissariato di polizia.
Presenti alla cerimonia, accanto ai tre figli degli scomparsi, il sindaco Gianni Speranza, il questore Vincenzo Carella, un rappresentante del Prefetto di Catanzaro, la senatrice Lo Moro e una vasta rappresentanza del corpo della polizia di Stato. Costante nel corso della celebrazione il ricordo del giorno tragico dell’attentato di stampo mafioso che ventitre anni fa stroncò la vita del Sovrintendente e di sua moglie, morti trucidati in via dei Campioni, la via che oggi porta i loro nomi. L’evento, senza dubbio determinato dai successi di Aversa in indagini condotte sulla ‘ndrangheta lametina, per quanto nefasto, segnò probabilmente uno spartiacque, l’inizio di un nuovo e più determinato impegno da parte delle forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata.
Proprio di questo ha parlato il questore Carella in un breve intervento finale: “ che il sangue dei caduti fortifichi il nostro impegno”. E dopo le parole di ricordo e di speranza di Monsignor Rimedio, che ha rimarcato il forte senso della giustizia e dello Stato che caratterizzavano Aversa, uomo schivo e riservato ma fortemente motivato al lavoro, è stato rispettato un minuto di silenzio in ricordo dei coniugi scomparsi.
Giulia De Sensi


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