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Lamezia Terme - “Una gioia che si fa gratitudine” secondo le parole del vescovo Schillaci, quella vissuta oggi dalla comunità diocesana in occasione del 70esimo anniversario dall’ordinazione sacerdotale di monsignor Vincenzo Rimedio, vescovo di Lamezia Terme dal 1982 al 2004, che oggi ha festeggiato questa lieta ricorrenza con una messa solenne in cattedrale, da lui presieduta insieme a Schillaci.

Dopo aver brevemente commentato il vangelo, dedicato alla figura di Maria di Magdala, Rimedio ha incentrato la sua omelia sul dono del sacerdozio, chiedendo prima di tutto perdono per le proprie “incorrispondenze e peccati, che a fronte della Grazia ricevuta ci sono stati”. Secondo il vescovo emerito è infatti comunque necessario per un sacerdote “un continuo approfondimento della propria vocazione e l’adeguamento alla dignità sacerdotale” per “nutrire la comunità ai pascoli della Verità, con la Parola, con il pane di vita, abilitandola alla missione costitutiva della Chiesa”. Una missione che, in accordo con San Giovanni Paolo II, è appunto quella di essere missionaria. Perché il sacerdozio è “una simbiosi con Cristo”, in un rapporto di affinità che si concretizza “coniugando la propria vita alle Beatitudini”. Quindi un richiamo alla necessità, in tutte le diocesi della Calabria, della presenza di figure sacerdotali. 

Solo un cenno finale alla propria personale esperienza di un 70esimo anniversario “non aspettato”, e la conclusione che “la longevità è un bene” perché offre spunti di riflessione e maturazione, nel portare avanti un Ministero che è efficace solo se si tende alla santità e, in accordo con Schillaci, al rinnovamento. La messa è stata animata dal coro polifonico “Rorate Coeli desuper” e, insieme ad una rappresentanza del clero diocesano, erano presenti anche alcune personalità politiche, quali Paolo Mascaro e Doris Lo Moro.

Giulia De Sensi

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