
Lamezia Terme - Un incontro determinato dalla ferma volontà di esporre e far conoscere il proprio manifesto politico quello indetto dal movimento femminista “Non Una Di Meno” le cui attiviste afferenti alla sede di Lamezia e Provincia hanno incontrato la stampa nei locali del chiostro San Domenico per far sentire la propria voce e sottoporre una serie di precise istanze ai candidati alle prossime elezioni regionali.
“Non desideriamo spingere nessuno verso uno schieramento o un altro – dichiara la portavoce Rosa Tavella – ma proporre a chi si candida un’analisi comune ed aprire un dialogo. Pensiamo che la politica debba accorgersi delle donne perché senza la loro esperienza non c’è cambiamento possibile. In questo senso occorre rovesciare il luogo comune che pesa sulla Calabria e sulle donne calabresi, sfatare il mito secondo cui non hanno mai lavorato: lo hanno fatto, dentro e fuori casa, guidando le famiglie decapitate dall’emigrazione; hanno studiato, arrivando a ricoprire incarichi di grande responsabilità, ma anche rimanendo a fare lavori subordinati e non tutelati. La pandemia ha aggravato questa situazione, legando in un destino triste nord e sud. Ma soprattutto qui le donne hanno visto restringersi i propri orizzonti di libertà. Le parole chiave del nostro manifesto sono l’inviolabilità del corpo femminile, la lotta contro la violenza di genere – qualsiasi genere, fuori da una visione binaria della sessualità. Vogliamo più asili e consultori ma non solo: chiediamo tutele sul lavoro delle donne, sul loro diritto alla salute, che implichino un cambiamento dell’organizzazione sociale in senso politico. Questo tocca anche la lotta alla criminalità. Chiediamo che le donne all’interno delle famiglie malavitose che desiderano ribellarsi vengano supportate e protette, e chiediamo anche una riconsiderazione del lavoro di cura dei soggetti non autonomi adulti all’interno delle famiglie – che ricade in genere sulle donne – attraverso il rafforzamento dell’assistenza domiciliare e la creazione di nuclei allargati cui sia garantito supporto. Vogliamo una “rivoluzione gentile”, che non passi attraverso la violenza, ma che abbatta la segregazione della donna e di chi è discriminato, in tutte le sue forme”.
Il movimento “Non Una Di Meno”, come ricordato da una delle rappresentanti, Angela Cerra, nasce in Argentina nel marzo del 2015, per poi espandersi negli Stati Uniti, in Polonia e in tutta Europa, battendosi contro il femminicidio e diventando a partire dal 2016 il movimento femminista più importante d’Italia. A Lamezia approda il 25 novembre 2019, e dà inizio ad una nuova stagione di consapevolezza, sempre rimanendo fuori da meccanismi di potere. A questo proposito, Rosa Tavella chiarisce che ciò non significa essere super partes, in quanto “essere femministe, antirazziste, antiliberiste – come recita il manifesto del movimento – costituisce già di per sé, in senso politico, una presa di posizione notevole”.
Giulia De Sensi
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