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Lamezia Terme – In occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia la Lega Italiana contro l’Epilessia (Lic) ha organizzato in Calabria diverse iniziative per informazione e sensibilizzazione su una delle patologie neurologiche più diffuse. A Lamezia Terme, presso la Sala Ferrante dell’Ospedale Giovanni Paolo II, si svolgerà il Convegno “Epilessia…niente paura!”. Nel pomeriggio, dalle 14 alle 17, i cittadini potranno sottoporsi a visite e consulenze gratuite presso l’Ambulatorio Lice Calabria.

A livello nazionale, uno spettacolo di luci viola colorerà per la prima volta l'Anfiteatro Flavio, come simbolo della lotta contro i pregiudizi e per stimolare la raccolta fondi a favore della ricerca scientifica su questa importante malattia. Sarà quindi il Colosseo il simbolo italiano nel mondo della lotta all'epilessia. L'iniziativa è promossa dalla Lega Italiana Contro l'Epilessia (Lice) che per l'importante appuntamento lancia il claim "La solidarietà si propaga. #liberalaricerca": un gesto solidale, infatti, può diventare contagioso e fare la differenza nella vita delle oltre 500.000 persone che in Italia sono chiamate a fare i conti con l'epilessia e le problematiche che ne derivano. All'avvio dello spettacolo, sullo storico monumento di fama mondiale verrà proiettato il logo Lice che, per l'occasione, festeggerà il proprio quindicennale impegno nella promozione di campagne di sensibilizzazione, nella divulgazione di una corretta informazione e nel supporto costante alla ricerca scientifica su questa malattia neurologica che conta 50 milioni di pazienti in tutto il mondo. Non solo Colosseo però. A vestirsi di viola numerosi monumenti, nonché luoghi di storia e di cultura, che anche quest'anno verranno illuminati per sottolineare la necessità di far luce sull'epilessia e sui falsi miti che spesso ruotano attorno a questa patologia generando sconforto e isolamento nelle persone che ne soffrono. Inoltre, numerosi convegni, open day, ma anche spettacoli di musica e teatrali, scandiranno la Giornata in tutto il territorio italiano. "Oltre 120 Paesi nel mondo accenderanno i riflettori sull'epilessia - ha commentato Oriano Mecarelli, presidente Lice, Dipartimento di Neuroscienze Umane La Sapienza (Roma) - L'Italia è da molti anni tra quelli in prima linea nella lotta a questa patologia che nel nostro Paese interessa oltre mezzo milione di persone, di tutte le età con picchi tra i bambini e gli anziani. La ricerca scientifica ha fatto enormi passi avanti nella diagnosi e nella cura, ma c'è ancora tanto da fare, soprattutto per quelle forme di epilessia farmaco-resistente di cui soffre il 30% dei pazienti. Il fatto che le crisi arrivino spesso senza alcun preavviso, potendo provocare traumatismi o altri tipi di conseguenze negative, rende le persone con epilessia insicure, ansiose e dipendenti dagli altri. Ma non tutti possono contare sull'aiuto di una persona cara e l'assistenza sociosanitaria sul territorio è ancora molto carente".

Attualmente si calcola che in Italia ogni anno si verifichino 86 nuovi casi di epilessia nel primo anno di vita, 20-30 nell'età giovanile/adulta e 180 dopo i 75 anni. Alla base dell'alto tasso di incidenza nel primo anno di vita ci sono soprattutto fattori genetici e rischi connessi a varie cause di sofferenza perinatale, mentre per gli over 75 la causa risiede nel concomitante aumento delle patologie epilettogene legate all'età: ictus cerebrale, malattie neurodegenerative, tumori e traumi cranici. Se questi sono i dati epidemiologici già preoccupanti nei Paesi industrializzati, il quadro diventa drammatico nei Paesi in via di sviluppo dove la prevalenza della patologia diventa 3-4 volte più frequente. L'Organizzazione Mondiale della Salute (Oms) ha più volte attenzionato questo problema, sottolineando che nel mondo l'accesso alle cure necessita di un'inversione di rotta: dati allarmanti, infatti, evidenziano come la disponibilità di medicinali antiepilettici nei Paesi a basso e medio reddito sia inferiore al 50%. Ma l'80% delle persone con epilessia vive proprio nei Paesi a medio-basso reddito e, di queste, circa tre quarti potrebbe non ricevere le cure necessarie. Anche in relazione a questo, presso l'Assemblea plenaria dell'Oms sarà discusso l'Epilepsy Action Plan promosso da Ilae ed Ibe ed appoggiato da molti Stati membri. Se l'Epilepsy Action Plan verrà approvato, nel prossimo decennio tutti gli Stati membri dell'Oms dovranno mettere in atto tutte le azioni possibili per assicurare migliori strategie di diagnosi e cura alle persone con epilessia e migliorarne quindi la qualità di vita.

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