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Lamezia Terme - "Nei giorni scorsi, due cani randagi sono entrati nella sala d’attesa del Pronto Soccorso di Lamezia Terme, probabilmente in cerca di riparo dal caldo intenso: una scena insolita, che ha destato stupore ma anche critiche e preoccupazione. L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), pur comprendendo che l’episodio possa aver creato disagio, interviene sull’accaduto con alcune precisazioni, anche alla luce del fatto che la persona che si è fatta carico di prelevare i cani e riportarli nel luogo in cui sostano abitualmente è la delegata dell’OIPA di Lamezia Terme, Clara Solla" è quanto si legge in una nota di Oipa.

"I cani in questione, un maschio e una femmina - informano - sono conosciuti da molto tempo dai cittadini, sono pacifici e vengono accuditi quotidianamente dalla comunità. Si tratta di cani abituati alla presenza delle persone, socievoli e assolutamente innocui. Questo episodio, però, dovrebbe farci riflettere su quale sia la soluzione migliore per questi animali, per i quali da più fronti è stato richiesto uno spostamento: dal punto di vista etologico, sono cani che hanno sempre vissuto sul territorio e che hanno costruito un equilibrio con l’ambiente e con le persone che li conoscono".

"Un loro trasferimento in canile rappresenterebbe una forte fonte di stress, e a questo si aggiungerebbe il danno erariale dovuto al mantenimento in struttura di cani che invece potrebbero vivere in libertà, seguiti dai volontari. L’OIPA - precisano ancora -auspica che il Comune possa intervenire per valutare il loro riconoscimento come cani di quartiere, così come previsto dalla normativa regionale. Questo consentirebbe di lasciarli liberi sul territorio in cui hanno sempre vissuto, dopo la valutazione da parte di un medico veterinario del servizio pubblico che ne abbia attestato la non pericolosità. In seguito il maschio sarebbe sterilizzato (la femmina lo è già), entrambi microchippati e coperti da una polizza assicurativa per responsabilità civile a carico del Comune, e il monitoraggio potrà essere affidato a un’associazione protezionistica, che ne garantisce la gestione e il benessere".

"L’OIPA, per mezzo dei propri volontari, si rende anche disponibile a collaborare con l’Amministrazione per monitorare la presenza di questi cani sul territorio e intervenire ogni volta che dovessero verificarsi situazioni analoghe a quella dei giorni scorsi". 

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