
Lamezia Terme - Una giornata tipo al Pronto Soccorso di Lamezia. Protagonisti, della vicenda, una coppia lametina recatasi nei giorni scorsi all’ospedale dopo una caduta dalle scale. “La rabbia e la vergogna – racconta la donna - in una giornata di ordinaria inadeguatezza e di ogni burocrazia, protocollo, atto di strumento in un Pronto Soccorso dove tutto dovrebbe essere celere, limpido e umano. In un giorno dove anche il Papa esorta ad apprezzare di più il Servizio Nazionale Sanitario, io mi sento piena di rabbia e vergogna”.
La donna lamenta la lunga attesa e la mancanza di risposte e tempistiche: “Dalle ore dieci in arrivo al Pronto Soccorso alle ore tredici e quaranta nessuna nuova. Mio marito impossibilitato a muoversi dal dolore dopo una caduta dalle scale, con una forte contusione al fianco e gomito sinistro e lividi e gonfiore sulla gamba, sta come può! Cerca di stare alzato, un po' seduto, un po' di lato, un po' diritto e io cerco di sapere quando lo visiteranno. Mi dicono: c'è ne uno davanti a lui, ma io che sono in sala vedo gente che entra e gente che esce, certo ci sono anche le emergenze più gravi ed io mi inchino e mi faccio tappeto davanti a queste, ma... quel sempre uno davanti a mio marito anche alle ore tredici è insopportabile. Anche il dolore è insopportabile, anche la pazienza, anche la rabbia e la vergogna, così decidiamo di andare via. Lo dico all'accettazione, noi andiamo via! Mio marito non ce la fa più e ricevo spallucce! Non sappiamo cosa fare mi rispondono, dentro è pieno, non sappiamo cosa dirvi... voi non sapete cosa dirmi? Io non sono un medico, sono io che non so cosa fare... ma se voi mi dite cosa fare io lo faccio, rispondo io. Niente, non c'è risposta in un giorno di ordinaria inadeguatezza, in un Pronto Soccorso nemmeno pieno anzi quasi vuoto”.
Così la coppia decide di tornare a casa, “faremo da soli, col dott. Google, domani si vedrà. Un giorno di inadeguatezza in un Pronto Soccorso dove attendere il proprio turno significa aspettare cinque, sei, otto, dieci ore, dipende dalla casualità con la quale ti capita il colore del codice ma soprattutto se c'è uno davanti a te”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA