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Lamezia Terme - “In questi mesi in cui a causa del coronavirus l'intera popolazione è immersa nella paura, nell'incertezza, nella mancanza di rapporti umani, la carità invece continua la sua corsa sfidando lo stesso virus”. Lo sostiene padre Giuseppe Martinelli parroco a San Giovanni Battista di Sant'Eufemia che, in una nota, intende mettere in evidenzia il coraggio delle donne nella carità e nel servizio. “Essa crea e mantiene i suoi legami, anzi l'alimenta, perché la vera carità - prosegue - non segue la logica della filantropia, ma dell'amore e dove c'è l'amore c'è vita, c'è relazione. In questo periodo ciò che mi ha edificato, anche in quanto sacerdote, è proprio la testimonianza di tante persone che nel silenzio hanno risposto all'appello della carità, di farsi prossimi con degli aiuti di prima necessità”.

Per il Padre “È bello quando in una comunità si gareggia nell'aiutarsi l'uno per l'altro, senza riserve o pregiudizi. Ma quando questi beni di prima necessità arrivano nella nostra parrocchia chi li dona alle famiglie bisognose? Il volontariato vincenziano, fondato da San Vincenzo de Paoli e presente nella parrocchia di San Giovanni Battista, composto principalmente da donne, mamme, nonne che nella loro semplicità, ma soprattutto con coraggio, armate di mascherine, guanti e tanta tenerezza portano le borse dei viveri alle famiglie che per varie necessità non possono uscire dalle loro abitazioni. Sono testimone del coraggio tutto al femminile della carità. È vero le donne ci stanno insegnando che anche nel servizio della carità sanno essere materne, una mamma per i propri figli fa di tutto, sacrifica se stessa per il bene”.

“Queste donne - racconta ancora il parroco - stanno sacrificando il loro tempo, la propria persona per un bene maggiore donare beni che possono alleviare le tante difficoltà causate dal virus. Osano con responsabilità attraversando le nostre campagne per arrivare a quelle famiglie che vivono alla periferia del nostro quartiere di Sant'Eufemia. Il mio è un vero e sincero elogio al coraggio della carità tutta al femminile. In questo periodo così buio abbiamo bisogno di questi segni luminosi, capaci di infondere nei tanti cuori la speranza per non mollare. Grazie”.

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