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Lamezia Terme - Una rappresentanza di parrucchieri lametini si è ritrovata stamani nei pressi di piazzetta San Domenico per sollecitare Governo centrale e Amministrazioni locali (Regione e Comune in primis) ad anticipare l'apertura delle loro attività prevista, al momento, per il primo giugno.

"Una data troppo lontana - hanno stigmatizzato - non è possibile che per la nostra categoria si perda ulteriore tempo prezioso. Siamo sull'orlo del baratro e chiediamo al presidente Conte, ma anche al sindaco di fare qualcosa". Già nei giorni scorsi, molti esercenti del settore avevano manifestato al Lametino.it i loro disagi e le loro forti preoccupazioni. E oggi, con più forza, si ribadisce la necessità di poter in qualche modo iniziare a lavorare. Anche sulla scorta del dibattito apertosi in Puglia, dove ci sarebbe la volontà di anticipare l'apertura, fermo restando, come ha precisato ieri il governatore Emiliano "il pieno rispetto dei protocolli per la sicurezza dei lavoratori che saranno indicati dalle linee guida disposte dal Comitato tecnico scientifico e dall'Inail".

A Lamezia, ma come avviene nel resto del Paese, si punta il dito anche contro l'abusivismo. È quanto denuncia, Domenico Buonconsiglio. "Siamo in attesa di poter ripartire in sicurezza con la speranza di superare la crisi economica che ci ha colpiti. Una crisi economica che purtroppo - evidenzia - in questo periodo più che mai, si è aggravata a causa del boom degli abusivi. E' una grave mancanza di rispetto e un grave danno per tutti gli operatori del settore che stanno rispettando con serietà e grandi difficoltà le regole. Queste persone mettono a rischio la propria salute e quella dei clienti. Si sta permettendo a chi non rispetta le regole, di farsi beffa di chi paga le tasse e rispetta il prossimo. Quindi io mi chiedo - conclude Buonconsiglio - se abbia davvero un senso rispettare le regole in un Paese in cui, troppo spesso, se la passa meglio chi non lo fa".

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Per Alessandro Giudice, "bisogna ripartire in totale sicurezza per poter permettere ai professionisti che stanno facendo degli investimenti di poter lavorare sia per loro che per i propri collaboratori e clienti. Oggi c'è l'esigenza che molti nostri clienti rientrano al lavoro, nella loro attività quotidiana e hanno bisogno di farsi i capelli. Anche gli esperti, per esempio, hanno detto che si tratta di un aspetto psicologico non trascurabile e bisogna cercare di star bene anche da questo punto di vista. Il mio messaggio è di aprire in sicurezza, in modo che il lavoro che viene effettuato possa garantire tutela. Sia per il titolare che per i dipendenti con strumenti di lavoro e ambienti, igienizzati. Ne va degli interessi di noi e dei nostri clienti".

Altro esponente della categoria, Francesco Estini che "condivide il pensiero dei colleghi" e si augura di poter tornare presto a lavorare. "Noi siamo rispettosi delle regole e delle norme di sicurezza e siamo pronti nei nostri locali ad accogliere i clienti". La rappresentanza di parrucchieri, ha inteso infine mostrare le chiavi dei propri esercizi commerciali. Una "protesta simbolica" per lanciare comunque un chiaro e inequivocabile messaggio: "Siamo pronti a consegnare le chiavi dei nostri locali al sindaco o al Governo se non riapriamo".

Antonio Cannone

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