
Lamezia Terme - Per il secondo anno consecutivo, a causa della pandemia ancora in corso, le processioni cittadine non si svolgeranno. Le partecipate manifestazioni dei fedeli che si snodano per le strade dei tre quartieri della città (Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia), subiranno ancora una volta gli "strali", per così dire, dell'emergenza Covid. Purtroppo, con la campagna vaccinale a rilento, le probabilità dello svolgimento dei riti tanto attesi di San Francesco di Paola, Sant'Antonio di Padova e dei Santi, Pietro e Paolo, patroni della città, segneranno ancora una volta il passo. Una probabilità che si paventava in verità già lo scorso anno, e che ha assunto i connotati dell'ufficialità in occasione dell'incontro avuto dal vescovo, monsignor Giuseppe Schillaci con i cronisti all'arrivo della statua della Madonna di Loreto all'aeroporto di Lamezia.
Il Vescovo, pur manifestando gioia per il ritorno alle celebrazioni eucaristiche evidenziando come "quest'anno, rispetto allo scorso anno, abbiamo la possibilità di celebrare messe con la presenza dei fedeli, ed è già una cosa significativa...", ha di fatto annunciato con largo anticipo, "l'impossibilità di svolgere le processioni popolari quelle che normalmente si fanno. Penso a quelle che si svolgono tradizionalmente a Lamezia e anche a quelle nei paesi e nelle piccole comunità". Appare davvero improbabile un cambiamento improvviso e una decisione diversa da quella ormai maturata. Con la campagna di vaccinazione in notevole ritardo, d'altronde, non potrebbe essere diversamente. Salvo ripensamenti o magari anche solo portare le statue dei Santi Patroni per le vie senza il seguito dei fedeli, le processioni cittadine non si svolgeranno come da tradizione.
A. C.
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