
Lamezia Terme – “Uno screening sulla condizione al Sud dei cosiddetti millennials, cioè quei ragazzi che compiono la maggiore età a partire dall’anno Duemila, che non è solo materiale, ma riguarda anche il loro modo di pensare”. Così Emiliano Sironi, docente di Demografia e statistica sociale alla facoltà di Economia dell’Università “Cattolica”, presenta, nell’auditorium del Liceo “Campanella”, il Rapporto Giovani 2019, realizzato dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto “Toniolo”, in collaborazione con il Laboratorio di Statistica dell’Università “Cattolica” e di Ipsos srl, con il sostegno di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo. Presenti al tavolo con il docente lombardo, il dirigente del Liceo “Campanella” Giovanni Martello, il vescovo Giuseppe Schillaci e don Fabio Stanizzo, delegato diocesano dell’associazione “Amici dell’Università Cattolica”. Queste le caratteristiche del campione: 3.034 giovani, dai 18 ai 29 anni, dal 2017 al 2019.
“Analizziamo – spiega Sironi - alcuni aspetti legati alla condizione occupazionale, agli atteggiamenti e ai valori e ai progetti di vita, intesi come formazione della famiglia e l’idea di avere un bambino, di questa fascia di ragazzi. Come possiamo immaginare, quella del Sud è una condizione di carenze dal punto di vista occupazionale e di deprivazione dal punto di vista economico che i ragazzi del Sud cercano di affrontare con una maggiore mobilità nel territorio, cioè con la disponibilità di andare all’estero ed eventualmente spostarsi anche in altre regioni. E questi sono tutti fatti abbastanza noti. Ma quello che emerge – sottolinea il docente - e che vale la pena di ricordare, perché non molto studiato in altri temi, è che i ragazzi del Sud sono particolarmente dinamici, contrariamente a quello che alcuni possono dire, quindi maggiore predisposizione ad andare via e fare esperienze; più attaccati alla famiglia; e per certi versi, dal punto di vista di atteggiamenti e valori, più dediti a valori di tipo tradizionale, per esempio sposarsi e avere figli all’interno del matrimonio”.
In merito a quest’ultimo ambito, Sironi rimarca come “oltre il 50 per cento pensa che il matrimonio non sia un’istituzione datata. Oltre il 70 per cento pensa che la famiglia sia quella composta da un papà e da una mamma. E l’80 per cento di quelli che non riescono a uscire dalla famiglia d’origine, e quindi hanno anche un ritardo a fare figli, attribuiscono questo alla mancanza di lavoro o alla condizione economica”. Sironi afferma inoltre che “i ragazzi del Sud hanno fiducia nelle istituzioni e partecipano ad attività di volontariato e di Servizio civile. Così come non è da trascurare la partecipazione politica. Più penalizzati in termini di occupazione, i ragazzi del Sud però sono i primi che sentono questa loro difficoltà. Non si adagiano nella loro condizione. Demoralizzante, però – fa notare Sironi - è la percentuale dei neet, cioè quei giovani che non studiano né lavorano: il 30 per cento. Contro il 15 per cento del Centro-Nord”.
La presentazione del Rapporto Giovani 2019 al “Campanella” non è un fatto casuale. Come dice Martello: “Collaboriamo alla stesura del Rapporto da un quinquennio. Ed è un onore per noi che venga presentato qui. Questo lavoro è una radiografia del pianeta giovani. Uno studio di eccellenza che ci aiuta a capirne le tendenze”. Per il vescovo Schillaci, “essere in mezzo a tanti giovani è una gioia. Mi mancano questi momenti. Sono qui per ascoltare”. E a lanciare un messaggio alla platea di ragazzi è don Stanizzo: “Il futuro dipende dal nostro impegno. Mettetevi in gioco con la vostra creatività”.
Giuseppe Maviglia
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