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Lamezia Terme – “Non siamo contro nessuno. Vogliamo solo che prevalga il buon senso”. Con queste parole, Salvatore Cittadino lancia, in una conferenza stampa a Palazzo Furci, il comitato “L’urlo dei resilienti”, di cui è presidente. “Abbiamo la capacità di riorganizzare la nostra vita davanti alle difficoltà – spiega Cittadino - non ci pieghiamo. E non fuggiamo davanti alla realtà. Noi siamo uomini di lavoro, affrontiamo problematiche sia di natura economica che sociale. Noi siamo quelli che conoscono la parte più amara del debito. I cambi repentini dei mercati e del mondo bancario, il metodo inquisitorio di riscossione da parte dello Stato e l’usura bancaria hanno portato molte imprese al fallimento. Fallimento che determina, ovviamente, la chiusura delle aziende e la perdita dei posti di lavori. Ma l’imprenditore – aggiunge il presidente del neo comitato - non può attivare i benefit sociali e si ritrova in mezzo alla strada. Purtroppo, per lo scenario debitorio, i contrasti in famiglia, e le profonde ferite del debito c’è stato anche chi non ce l’ha fatta ad andare avanti, ed è giusto ricordare queste persone”.

Cittadino si sofferma soprattutto sull’operazione della Procura lametina dello scorso aprile “Asta la vista” e sulla delicata posizione degli imprenditori in fase esecutiva e fallimentare. Dice il presidente: “L’inchiesta ha dato una piccola luce sui soprusi. Ma c’è ancora tanto da scoprire. Il debitore s’è ritrovato spesso in condizione di sudditanza. Gli imprenditori hanno accettato posizioni ingiuste. Emergono collusioni tra ambiti criminali e parte di uomini che lavorano per lo Stato. Apriremo a breve uno sportello per raccogliere le istanze di chi ha subito ingiustizie in ambiti procedurali esecutivi e fallimentari, attivando anche meccanismi di solidarietà nei confronti di chi versa in condizioni di difficoltà”. Quindi, Cittadino si rivolge ai custodi giudiziari e ai curatori fallimentari: “A loro chiediamo di fare il lavoro senza scagliarsi contro gli esecutati e le banche che procedono contro i debitori”.

Infine, il presidente ringrazia “la Guardia di finanza lametina, per l’azione intelligente messa in campo, e il procuratore Curcio per aver avuto il coraggio di guardare all’interno del Tribunale. Ma chiediamo al Gico della Guardia di finanza di indagare più a fondo sui capitali investiti nell’acquisto di appartamenti, rivenduti poi al triplo, e se le consulenze elargite siano legittime”. 

Giuseppe Maviglia

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