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Lamezia Terme - "Erroneamente si pensa che la contiguità alla mafia possa semplicemente ridursi con l'idea del concorso esterno. In realtà la contiguità alla mafia è una dimensione molto più complessa e articolata”. Sono le parole del professore Francesco Siracusano, docente di diritto penale all’Università Magna Grecia di Catanzaro, che ha tenuto la prima lezione del corso del nuovo anno accademico della scuola territoriale della Camera penale di Lamezia Terme.

La lezione inaugurale ha avuto come oggetto un argomento che “è centrale nel dibattito tra giuristi” come ha specificato il docente. “La contiguità alla mafia e contributi agevolatori, contiguità come rete di relazioni esterne fra l'associazione mafiosa e i suoi membri, e i soggetti cosiddetti colletti bianchi che hanno un ruolo nella società" ha spiegato il professore. E proprio in forza di questo ruolo nella società, che possono in qualche modo agevolare e condizionare la vita stessa dell'associazione. E' un rapporto di scambio che si viene a instaurare fra associazione e gli esterni. Per Siracusano il concorso esterno, con tutti i suoi limiti, “non ha la possibilità di racchiudere completamente tutte quelle condotte esterne al sodalizio mafioso che vengono poste in essere o per agevolare o con il metodo di cui all'articolo 416 bis”.

“Vi sono già nel sistema una serie di fattispecie - ha detto - che nel corso degli anni hanno tipizzato quelli che sono  i contributi rilevanti della contiguità”. L'associazione mafiosa ha questo suo carattere così forte e penetrante sul territorio proprio perchè tesse una rete di relazioni esterne. C'è un nucleo centrale. Ma il nucleo centrale dell'associazione afiosa non sarebbe in grado da solo di manifestare la sua forza criminale se non fosse in qualche modo coadiuvato da una rete esterna di relazioni. E' ovviamente una rete di relazioni che fa riferimento all'avvocato, al magistrato, al medico, al professionista, al politico, all'imprenditore, al funzionario amministrativo.

Per il docente "sono tutti soggetti che hanno un ruolo decisivo per fare crescere l’associazione criminale e che difficilmente entrano a farne parte, cioè non diventano uomini d'onore.  Questo non avviene perchè non conviene ne all'associazione mafiosa ne al soggetto esterno. 

Per il professore di diritto penale "l'associazione mafiosa ha bisogno di un referente esterno che è collegato attraverso questa rete di relazioni. E avrà un compito specifico.  Per spiegare ciò ha fatto l'esempio del politico, che è vicino all'associazione mafiosa.  Non ha interesse a entrare a far parte dell'associazione. Ma ha interesse che questa gli garantisca un pacchetto di voti in campagna elettorale. E l'associazione non ha interesse che il politico entri a far parte dell’associazione. Preferisce averlo dall'esterno perchè in questo modo formalmente c'è una minore commistione fra i due. "In realtà - ha detto il professore - il politico serve alla mafia perchè poi potrà garantire l'aggiudicazione di appalti, autorizzazioni e concessioni".

Sulla figura dei cosiddetti fiancheggiatori, ha spiegato la funzione di questi. "E' un fenomeno da sempre presente rispetto alle organizzazioni criminali. E' esistito per il terrorismo, esiste per la mafia, anzi per la mafia a maggior ragione, esiste perchè la mafia ha come elemento caratteristico quello del radicamento del territorio. “E’ il radicamento del territorio - ha concluso - non può  avvenire solamente attraverso la forza di intimidazione che promana dall'associazione e quindi dai suoi membri. Ma la mafia per radicarsi nel territorio ha anche bisogno di questa rete esterna di rapporti".

Obiettivo del corso, che sarà gratuito e riservato ai soli iscritti alle Camere Penali e che darà diritto a 32 crediti di formazione continua, sarà quello di fornire ai frequentanti le nozioni e gli strumenti necessari al fine di garantire una preparazione quanto più specializzata nel campo del diritto penale. Infatti, saranno affrontate ed approfondite tematiche di Diritto Penale sostanziale, Diritto Processuale Penale e Deontologia del Penalista.

Le lezioni saranno in totale venti, si terranno nel periodo intercorrente dal mese di dicembre 2014 al mese di luglio 2015 e si svolgeranno nella giornata di sabato secondo il calendario delle lezioni consultabile sul sito www.camerapenalelamezia.it. La location sarà la stessa che lo scorso anno ad ogni incontro ospitava la nutrita platea degli ascoltatori, l’Aula Penale “G.Garofalo” all’interno del palazzo di Giustizia di Lamezia Terme. Anche questa edizione del Corso della Scuola Territoriale della Camera Penale lametina si arricchirà di nomi noti e di grande spessore.

Maria Arcieri

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