
Lamezia Terme - A Lamezia il reparto Covid non chiude. Tale ipotesi non è nemmeno in previsione. La conferma arriva dal primario del reparto stesso, dottor Gerardo Mancuso che parla di questa fase, risponde alle critiche mosse e alle polemiche in atto. "Noi avevamo 19 pazienti che pian piano - spiega Mancuso - sono stati dimessi e, ad oggi, ne sono rimasti 3. Da una settimana, poiché giorno 2 dovevano prendere servizio due medici, abbiamo bloccato anche i ricoveri perché il numero di casi è assolutamente basso; i posti liberi sono a Catanzaro perché nei reparti di malattia infettiva attualmente sono ricoverati 7/8 pazienti e quindi in attesa che prendano servizio questi due medici - ad oggi non so perché non abbiano preso servizio - abbiamo bloccato i ricoveri. Stiamo aspettando questa soluzione. Non abbiamo chiuso il reparto. Abbiamo soltanto chiesto a Catanzaro di aiutarci in questa fase. Come si saprà, un medico si è ammalato per un altro motivo, poi alcuni si sono rifiutati di fare le guardie e, quindi, abbiamo avuto un po' di difficoltà. Per fortuna avevamo pochi pazienti e anche con un numero ridotto di medici abbiamo gestito molto bene questa fase".
Per quanto riguarda il personale nel suo complesso, a parte i due medici che dovrebbero arrivare, quant'è la disponibilità del personale infermieristico?
"Stanno ritornando quelli che si erano infettati; avevamo un'equipe - magari non abbastanza ideale ma questo non succede in nessuna parte - ma sufficiente, e adesso stanno ritornando. Giorno 2 hanno preso servizio 4 Oss, giorno 16 prenderanno servizio altri 4 infermieri. Quindi non abbiamo problemi di assistenza infermieristica. Il reparto con questi medici e infermieri è coperto. Nessuno si è sottratto. Io ho lavorato 25,26 e 27 dicembre pur di assicurare la presenza".
Ripercorriamo gli ultimi giorni e le richieste di approfondimenti sulla situazione all'interno del reparto.
"Avantieri c'è stata una riunione con la commissione ed ero presente anche io. Si hanno delle informazioni che, abbiamo spiegato, non sono proprio del tutto corrette. Sul problema dell'infezione - al di là della causa e delle persone che si sono infettate - abbiamo istituito una commissione che ha già indagato su questo e abbiamo due o tre ipotesi. Però bisogna sapere che in tutta Italia sono 90mila gli addetti che si sono infettati, cioè non è successo soltanto a Lamezia. E in molte strutture ci sono stati anche dei decessi. Qui, noi abbiamo fatto dei test - che si fanno con una certa cadenza a tutto il personale - ed erano tutti asintomatici. Quindi, se non avessimo fatto i test, non ce ne saremmo accorti. Questo lo dico perché le persone che si sono infettate erano asintomatiche. Abbiamo ricevuto i test e questi indicavano un'infezione per 8 unità complessivamente; all'inizio erano 7 e non 13 come si sosteneva. Poi ci sono state assenze dal lavoro ma non per infezione da Covid, ma per malattie di congiunti o altri motivi. Quindi, questa situazione l'abbiamo spiegata".
Vogliamo fare un po' di chiarezza sulla polemica che riguarda l'apertura del reparto? Cosa risponde a chi sostiene che essa è arrivata quasi all'improvviso...
"Il reparto non è stato aperto ora. L'area del Covid è stata disegnata nel marzo del 2020 e dove era previsto un reparto di degenza con 20 posti letto, un'area screening posti al primo piano dell'ospedale. Poi un'area di emergenza-urgenza posta a piano terra dell'ospedale nella zona dove era ubicato l'Obi, e abbiamo disegnato un percorso di una zona che è completamente avulsa dal resto dell'ospedale. Non c'è alcuna possibilità di intersecarsi con nessuno perché si entra da un posto e si esce da un altro e non c'è nessuna intersezione dei percorsi. Questo è stato vidimato da una commissione già nel marzo 2020. Quindi, noi avevamo una soluzione di gestione dei pazienti Covid in totale sicurezza, tant'è che da marzo a ottobre non si è infettato nessuno. Eppure, abbiamo gestito circa 50 pazienti che sono transitati su quell'area con Covid. I pazienti che sono transitati, hanno sostato per uno, due, tre giorni lì perché dovevano essere allocati a Catanzaro. In questo periodo non c'è stato nessuno che si è infettato. L'infezione si è avuta nel mese di dicembre dopo 5 settimane di attività del reparto di degenza che ha gestito complessivamente 54 pazienti, alcuni anche gravi, che sono quasi tutti guariti. Abbiamo reso un servizio alla comunità. C’è anche un altro dato, l'ultima settimana di novembre c'è stato un sovraffollamento di pazienti all'interno degli ospedali calabresi e tutti quelli che provenivano dall'area di Lamezia e dintorni durante la notte non hanno trovato degenze in nessuno reparto. Per cui queste ambulanze hanno circolato per diverse ore. Ci sono stati pazienti che sono rimasti 5, 6, 7 ore in ambulanza e facevano la spola fra un ospedale e un altro dell'area centrale per trovare una soluzione di ricovero. Cosa che non è avvenuta. E questo è stato un altro motivo per cui noi abbiamo implementato la nostra attività di degenza. Quindi, io credo che abbiamo fatto un'opera buona e che ha dato risultati straordinari. Uno dei pochi centri ad avere una mortalità intorno al 2 per cento. Assolutamente bassissima".
Antonio Cannone
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