
Lamezia Terme - “Ci stanno proponendo il 50%, noi non li accettiamo perché rivogliamo tutti i nostri soldi, i risparmi di una vita per i quali abbiamo fatto sacrifici e che ora abbiamo visto andare in fumo”. Tornano così a protestare alcuni clienti (tra loro anche persone anziane) della Banca Fideuram, filiale di Lamezia Terme, uniti nel “Comitato truffati Fideuram” che questa mattina si sono trovati nuovamente sotto la filiale della Banca dove hanno inscenato un Sit-in. Il caso era esploso nel settembre 2016, dopo la denuncia di alcuni clienti, secondo i quali il promoter finanziario, ora indagato, si sarebbe impossessato delle loro somme di denaro senza dubitare della sua competenza e spesso in virtù di rapporti amicali e di fiducia consolidati nel tempo. Gli stessi, accortisi di ingenti ammanchi di denaro dai loro conti corrente, si sono rivolti all’Autorità Giudiziaria e alla Guardia di Finanza lametina. Alla luce delle indagini, svolte dai finanzieri, sul registro degli indagati, oltre a Vincenzo Torchia, sono finiti anche il cognato, Gianluca Condina e l’ex collega dell’agente, Santo Adamo, accusati, a vario titolo, di truffa aggravata e autoriciclaggio.
I risparmiatori nel chiedere alla Banca la cifra investita, ribadiscono a gran voce “vogliamo i nostri soldi” hanno espresso la loro indignazione con cartelloni per far sì che non si spengano i riflettori sulla vicenda che li vede coinvolti in prima persona. “Sono 9 mesi che noi ‘truffati’ - aggiungono - non sappiamo che fine abbiamo fatto i nostri soldi. Ad oggi ci troviamo senza soldi, senza futuro e senza salute”. Il caso, nei mesi scorsi, era stato anche trattato durante un servizio della trasmissione televisiva “Mi manda Rai tre”.

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