
Lamezia Terme - In una riflessione, il vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, Giuseppe Schillaci, sulla Quaresima in questo periodo di allarme coronavirus. Inoltre, anche la Diocesi ha aderito a quanto la Chiesa italiana promuove: un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa.
"Amore al al tempo del coronavirus"
"Ritornerà il tempo degli abbracci, della gioia, della fiducia. La Quaresima è per noi cristiani l’attraversamento del deserto ma non dobbiamo dimenticare la meta che è la Luce Pasquale, è Gesu’ il Risorto, il Vivente ed è lo stesso ieri, oggi e sempre. In questi giorni difficili, anche la Chiesa ha risposto all’emergenza coronavirus con un grande senso di responsabilità e con un grande senso di prossimità, di vicinanza al Paese: sentirsi oggi tutti uniti, vicini ed avvicinarci sempre di più. Responsabilità significa capacità di rispondere ad un momento storico e noi stiamo vivendo una situazione difficile. Penso soprattutto alle persone che sono prese da questa sofferenza, da questa difficoltà ma anche a coloro i quali sono in trincea: ai medici, gli infermieri. Mi ha colpito qualche giorno fa un’infermiera che è stata fotografata da dietro esausta, crollata, nel lavoro. Ho guardato con ammirazione a queste persone che in questo momento ci rappresentano: sono la parte più bella del Paese. Pensiamo a queste persone che sono in prima linea, in trincea. Speriamo che si arresti questa epidemia e pensiamo anche ai missionari che nelle terre di missione percorrono chilometri per raggiungere quelle comunità che non hanno l’Eucaristia, non solo per qualche settimana ma anche, a volte, per un anno ed aspettano di vivere l’Eucaristia dopo tanto tempo. Poi, quando arriva il missionario esprimono tutta la loro gioia per questo incontro con il Signore anche fisicamente.
Il tempo di Quaresima è un tempo favorevole, opportuno, che abbiamo iniziato il mercoledì delle Ceneri quando la Liturgia ci ha invitati a ritornare al Signore ed a farlo con tutto noi stessi anche attraverso momenti di interiorità. Riscopriamo, quindi, il tempo come momento favorevole: abbiamo piu’ tempo per riflettere, per leggere un buon libro, rientrare in noi stessi ed in noi stessi scoprire i valori piu’ importanti, l’essenzialita’, la nostra umanita’ che dobbiamo fare risplendere in tutta la sua bellezza. Siamo stati fatti ad immagine e somiglianza di Dio. Ed allora, che questo tempo possa costituire un tempo favorevole, un tempo di grazia! Forse in questo momento, che potremmo definire un Venerdì Santo prolungato, c’è la possibilità di ascoltare la Parola che per noi è sempre Luce e ci consente di capire anche un momento storico come quello che stiamo vivendo. Allora, viviamolo nella fede, senza perdere mai fiducia e speranza!
Le Chiese restano aperte, così come i sacerdoti sono a disposizione perché è vero che noi non possiamo celebrare l’Eucaristia con la presenza dei fedeli perché dobbiamo stare attenti alla diffusione del virus, ma è altrettanto vero che i sacerdoti sono disponibili ad ascoltare, ad incontrare, a vistare i malati. Quindi, ad essere prossimi. C’é questa modalità di una carità, di un amore che non si interrompe perché non è che non abbiamo finito di amare, non è che non abbiamo finito di annunciare, di comunicare il Vangelo in queste condizioni. I sacerdoti non hanno nemmeno smesso di celebrare l’Eucaristia: la celebrano da soli, per il popolo, dimostrando ancora la nostra dimensione di essere Chiesa e di come la Chiesa si fa vicina e diventa prossima. I sacerdoti sono disponibili anche per le confessioni, che si svolgono a debita distanza, per accompagnare i fedeli in questo cammino di Quaresima. Sebbene sia un momento difficile, un momento di prova, facciamo in modo che possa diventare un’opportunità per riscoprire questa fraternità, per riscoprire cosa significa comunione, solidarietà, bellezza di stare insieme in un determinato modo. Allontaniamo i sentimenti tristi che sono quelli dell’odio e della paura e coltiviamo, invece, questi sentimenti positivi gioiosi, belli.
Il mio pensiero va anche agli anziani ai quali voglio dire che tutto quello che stiamo facendo lo stiamo facendo per proteggerli e per proteggere chi in questo momento è più vulnerabile. A volte voler bene all’altro significa tutelarlo, rispettarlo, proteggerlo. Attenzione agli altri non significa lasciarsi prendere da questo senso di accaparramento di paura per se’, ma significa avere una maggiore attenzione per gli altri, per i più deboli. L’amore al tempo del coronavirus significa l’attenzione nei confronti di coloro che non hanno nessun titolo. Tutto questo lo possiamo fare se riscopriamo questi valori della solidarietà e sicuramente nella fede troviamo tutte queste dimensioni, ascoltando la Parola che il Signore ci dice ed avere quegli spiragli di luce e di forza che sono fondamentali. La fede ci può permettere di riscoprire l’umanità, la solidarietà, l’attenzione, la bellezza dello stare insieme, della comunicazione, di essere veramente comunità. Il Signore ha veramente la parola giusta se noi la sappiamo ascoltare e vivere, incarnare. Il mio augurio è che questa sia Quaresima del cuore in cui ciascuno dilati il proprio cuore. Che sia una Quaresima sempre più intima, profonda, vera in cui riscopriamo i grandi valori, soprattutto Gesù Cristo che ci affratella e ci fa sentire più vicini".
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