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Lamezia Terme - La potatura degli alberi in alcune zone del quartiere Sant'Eufemia ha suscitato l'attenzione dei residenti che, pur nella necessità di provvedere allo sfoltimento dei rami anche per ragioni di sicurezza e incolumità, hanno posto l'accento dell'eccessiva potatura degli arbusti che ora si presentano completamente spogli.

Sulla questione è intervenuto anche l’agronomo Saveria Sesto che, osserva: “è iniziata la stagione primaverile e il 21 marzo la primavera astronomica con l’esplosione vegetativa di fiori di ogni genere e colore degli alberi in ripresa. Ma a Lamezia non ci sarà. Ci hanno pensato in questi giorni i “potatori” a stroncare rami, branche e siepi riducendoli a ceppaie e a monconi, straziandoli con la furia di una sega elettrica. L’intento è far legna e dar dimostrazione di un buon lavoro di radicale pulizia. Ci si chiede quale sia il senso di ridurre il verde in questo modo, ci si chiede a qualche norma botanica o di fisiologia delle piante o quale criterio abbia orientato questi operai”.

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Per Saveria Sesto “questo lavoro non può definirsi potatura ma scempio”. E, conclude: “il bel viale di oleandri di via delle Nazioni a S. Eufemia, una siepe rigogliosa e spettacolare di fiori è stata distrutta e ridotta a ceppaia, il bel viale di Jacaranda davanti alla sede comunale che ha regalato in maggio scorso una prolungata fioritura di colore lilla ora è ridotto a scheletri, senza parlare degli altri alberi in via delle Nazioni o dei Pinus mediterranei in via Giovanni XXIII. Un intervento sul verde pubblico privo di scienza, conoscenza e coscienza”.

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