
Lamezia Terme - Commozione e ricordo all’inizio del convegno, al teatro comunale Grandinetti, dedicato al trentennale dalla morte dei coniugi, Salvatore Aversa e Lucia Precenzano, con un filmato della Rai che ha ripercorso la tragica vicenda del duplice delitto in via dei Campioni. In apertura del convegno, organizzato dai Sindacati di Polizia, il saluto di Giuseppe Brugnano del sindacato Fsp della polizia di Stato che ha ringraziato le autorità presenti all’iniziativa. Dal vicecapo della polizia, Maria Luisa Pellizzari ai procuratori Nicola Gratteri, Salvatore Curcio e i vertici locali delle forze dell’ordine. Saluto anche del sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro che ha ricordato la figura del poliziotto Aversa e della moglie. “Esempi di legalità e correttezza per le nuove generazioni che non hanno vissuto quella notte gelida del 4 gennaio del ‘92”.

Quindi, il saluto del presidente della Regione, Roberto Occhiuto: “una manifestazione che serve per la memoria collettiva, un esempio. Il modo migliore per contrastare la ‘ndrangheta è fare il proprio dovere. Ma non bisogna avere alibi, il modo migliore è contribuire con atteggiamenti quotidiani senza scorciatoie. I giovani facciano tesoro del sacrificio dei coniugi Aversa”. Dal questore di Catanzaro, Maurizio Agricola, il sentito ringraziamento per la presenza di tanti alunni delle scuole cittadine. “Un efferato crimine di un uomo che difendeva la legalità - ha evidenziato il questore - ucciso con la moglie, docente stimata che condivideva con il marito impegno e legalità. Per questo dobbiamo lavorare sulla cittadinanza attiva per costruire un futuro migliore”. Il prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta ha rievocato i delitti di mafia in Calabria come in Sicilia, parlando di “parallelismo tra i delitti dei coniugi Aversa con i coniugi Dalla Chiesa e con quella stagione stragista che ho vissuto in prima persona lavorando a Palermo. Il ricordo di oggi vuole ribadire l’impegno della magistratura e delle forze dell’ordine nel contrasto alla mafia. Dobbiamo fare memoria per non dimenticare, non dobbiamo mai abbassare la guardia. Falcone diceva che la mafia si può vincere impegnando tutte le forze sane della società, è necessario che ognuno di noi faccia la propria parte, non solo le forze dell’ordine”. Per Antonio Montuoro segretario della Commissione regionale anti-’ndrangheta: “Aversa - ha detto - era un punto di riferimento per la cittadinanza onesta che ha onorato la divisa fino in fondo, affrontando a testa alta silenzio e indifferenza che sono alleate della mafia. Ricordare i coniugi Aversa non è un rituale ma un impegno concreto per contrastare la mafia”. Successivamente il ricordo di Gianfranco Morabito del Siulp, “quella carneficina scosse tutti. Lamezia come nel ‘92 anche oggi è una terra di confine. Noi chiediamo un potenziamento degli uffici sul territorio, una sede del reparto crimine, solo in tal mondo si potranno liberare energie positive”.

Quindi, il contributo significativo del vicecapo della polizia, prefetto Pellizzari che ha letto i saluti del capo della polizia, Lamberto Giannini, dopo aver ringraziato tutte le autorità presenti. “I coniugi Aversa come tutti i nostri caduti, ci accompagnano nella lotta alla mafia. Quest’anno si ricorda anche l’attivazione delle strutture investigative antimafia. Questo convegno è la dimostrazione che c’eravamo allora e ci siamo. Noi dobbiamo stare al passo dell’evoluzione della criminalità, dobbiamo avere la capacità di andare a stanare la criminalità laddove essa si insinua. Dobbiamo cercare di anticipare le mosse e prevenirla. Ormai è ad un livello globale e usa sistemi digitali. Adesso dobbiamo contrastare la mafia - ha concluso - in un periodo appetito quale quello attuale con gli investimenti del Pnrr”. Anche dall’ex sindaco, Gianni Speranza un messaggio forte. “La memoria è fondamentale per ricordare il sacrificio che serve alla nostra comunità”. Speranza ha parlato “di una vicenda che fu un trauma profondo per la città. Otto messi prima furono uccisi due operai Tramonte e Cristiano che andavano a lavorare, era un segnale della prepotenza mafiosa”. Speranza ha parlato del “connubio della criminalità con le cosche”, parlando anche “dei misteri ancora non risolti della vicenda, come scritto nel libro “Il caso Aversa tra rivelazioni e misteri” e del ruolo fondamentale che hanno le classi dirigenti nei confronti dei giovani”.

Per Wanda Ferro, “la memoria è importante e deve essere un percorso per contrastare la criminalità”. La Ferro ha aggiunto “che lo Stato non deve fare passi indietro”. Parlando della “necessità di potenziare le strutture delle forze dell’ordine”. Il ricordo e l’impegno di Aversa e il sacrificio della moglie, ricordato anche da Valter Mazzetti, segretario generale Fsp Polizia di Stato. “Un delitto che deve anche oggi smuovere le coscienze”. Mazzetti ha fatto appello al “diritto alla sicurezza dei cittadini che viaggia sulle gambe delle forze dell’ordine”. Felice Romano segretario generale del Siulp, ha parlato di “ricordo doloroso ma importante per rinnovare l’impegno della polizia al servizio del Paese”. Conclusioni affidate al Sottosegretario all'Interno, con delega alla Sicurezza Nicola Molteni. “Quando muore un poliziotto muore un pezzo dello Stato, un pezzo di noi. Bisogna avere la capacità, essere coerenti e impegnarsi in politica per rafforzare i presidi di legalità. Aversa e la moglie, come tante altre vittime della criminalità - ha sottolineato Molteni - hanno sacrificato la vita, la loro vita per la comunità. Occorre fare un doveroso ringraziamento a tutte le forze dell’ordine per l’impegno e i sacrifici che fanno”. Molteni ha posto l’accento su tre aspetti imprescindibili “memoria, senso di gratitudine e rispetto delle istituzioni”. Ha poi elogiato la “presenza dei giovani ad una giornata di enorme significato, perché i giovani sono testimoni del presente e del futuro del nostro Paese”.
Sul palco, alternandosi durante gli interventi, anche il contributo di alcuni alunni delle scuole cittadine che hanno letto testi da loro scritti sulla vicenda e sull’impegno dei giovani per la legalità. Al convegno di oggi, presenti anche i figli dei coniugi Aversa, Walter e Paolo che hanno assistito commossi al doloroso ricordo.
A. C.

Amalia Bruni: “Eroico servitore dello Stato che insieme alla moglie ha lottato fino all’ultimo per proteggere la comunità"
“Un giorno di trenta anni fa, per le strade del corso di Lamezia, in via Campioni, furono barbaramente assassinati il sovrintendente di Polizia Salvatore Aversa e sua moglie Lucia Precenzano, dei quali oggi celebriamo la loro memoria. Un delitto di mafia per fermare un servitore dello Stato integerrimo che indagava con competenza e senso di responsabilità sui traffici delle cosche dell’epoca, questa la sua unica colpa. E’ passato tanto tempo da quel giorno e nonostante ci sia stata una sentenza con la condanna passata in giudicato del mandante e degli esecutori materiali resta una ferita aperta che non riesce a rimarginarsi nonostante la giustizia abbia fatto il suo corso. Troppo grande il dolore per la perdita di due persone perbene e oneste. Nessuno di noi vuole dimenticare quell’estremo sacrificio perché la memoria e il loro martirio devono essere sempre presenti nelle nostre coscienze per aiutarci a fare le scelte più giuste per poter assicurare alle nostre comunità sicurezza e serenità come ha fatto fino all’ultimo giorno della sua vita Salvatore Aversa. A distanza di trenta anni ci stringiamo affettuosamente attorno ai loro figli Walter, Paolo e Giulia, condividendo con loro l’immenso dolore che li accompagna da quel tragico giorno. A noi resta il compito di non dimenticare e di non rassegnarci mai all’assalto silenzioso e quotidiano che la criminalità organizzata persegue sul nostro territorio. Non ci arrenderemo mai a questa deriva che vogliamo combattere ogni giorno, da dentro e da fuori le Istituzioni, rispettando le regole e denunciando tutte le attività illegali. Solo facendo così la Calabria potrà risollevarsi e avere un futuro migliore per i nostri figli, e anche per non rendere inutile il sacrificio di un uomo innamorato del suo dovere come il Sovrintendente Salvatore Aversa e come dovremmo fare tutti”. Lo scrive in una nota Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio Regionale che ha partecipato alla cerimonia di commemorazione per il barbaro omicidio del Sovrintendente Salvatore Aversa e di sua moglie Lucia Precenzano avvenuto 30 anni fa.





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